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venerdì 14 luglio 2017

Bartonellosi e cuore nel cane e nel gatto - terza parte

La diagnosi della bartonellosi deve essere formulata prendendo
in considerazione :
1) manifestazioni cliniche riferibili alla bartonella
2) positività ai test diagnostici
3) esclusione di altre cause responsabili dei segni clinici
4) risposta alla terapia

Esami diagnostici utilizzati nella bartonellosi
Vengono eseguiti su soggetti che presentano sintomi clinici riferibili alla
bartonellosi o su cani e gatti di persone con segni compatibili con la
malattia o immunodepresse o su gatti donatori di sangue.

Emocoltura
La bartonella  non è un batterio facile da coltivare.
Per osservare la sua crescita sono necessarie in media 1-3 settimane
e possono essere richieste ripetute colture.
L'isolamento del germe è mediamente del 40% nel gatto (sia infetto, sia
malato) e con percentuali minori nel cane.

PCR
La PCR è effettuata su sangue, tessuti, liquido cefalorachidiano e umore
acqueo. Presenta una discreta specificità (capacità di individuare i soggetti
sani) ma un bassa sensibilità (capacità di individuare soggetti malati).
L'effettuazione sia dell'emocoltura e sia della PCR aumenta la sensibilità
degli esami (in particolare utilizzando terreno prearricchito BAPGM).

Esami sierologici
Gli anticorpi antibartonella compaiono dopo circa 10-14 giorni dall'infezione
e possono perdurare per lunghi periodi. La presenza di anticorpi dimostra solo
che cani e gatti sono venuti a contatto con la bartonella mentre, per la diagnosi
di malattia in corso, è più significativo un aumento del loro titolo in due prelievi
effettuati a distanza di 10-14 giorni.
Nel cane con sintomi clinici la positività anticorpale è un segno probabile di
malattia in quanto gli anticorpi anti bartonella sono difficili da trovare sia nei
cani infetti (senza sintomi) sia  nei cani malati.

Risposta al trattamento (diagnosi ex juvantibus)
Una risposta positiva alla terapia specifica per la bartonellosi può aiutare nella
diagnosi della malattia.
Bisogna però tenere presente che gli antibiotici attivi contro la bartonella
sono anche efficaci contro altri batteri che danno sintomi clinici simili.










mercoledì 10 dicembre 2014

Aldosterone e scompenso cardiaco nel cane e nel gatto - prima parte

L'aldosterone è un ormone che fu isolato per la prima volta nel 1953 da
Simpson e Tail dalle ghiandole surrenali di bovini.
E' ormai noto da anni che l'aumentata  produzione di questa sostanza favorisce
la progressione dello scompenso cardiaco.

L'aldosterone è prodotto principalmente dalla corticale (parte più esterna) delle
surrenali ma anche, con attività autocrina e paracrina, dalle cellule cardiache
(cardiomiociti), dagli adipociti (cellule del tessuto adiposo), dal tessuto
cerebrale, dalla parete dei vasi sanguigni.

Si parla di attività ormonale quando l'aldosterone opera a distanza dal luogo
dove è stato prodotto, di attività autocrina quando agisce sulle cellule che
l'hanno generato, di attività paracrina quando è attivo su cellule vicine al luogo
della sua sintesi.

L'aldosterone viene secreto attraverso diversi meccanismi :

1) per l'azione dell'angiotensina II nell'ambito del sistema renina-
    angiotensina-aldosterone (controllo del volume e degli elettroliti
    del sangue).

2) dal livello di potassio nel sangue.
    La secrezione dell'aldosterone diminuisce con la sua riduzione
    (ipokaliemia) e aumenta con il suo incremento (iperkaliemia).

3) la secrezione di aldosterone è anche regolata dall'ACTH (ormone
    adrenocorticotropo), specialmente in condizioni di stress, dalle
    concentrazioni nel sangue di calcio e magnesio e da varie molecole
    che stimolano la secrezione come la vasopressina e la serotonina o
    la inibiscono come  l'ANP (peptide natriuretico atriale), la dopamina,
    la somatostatina.

Le principali attività dell'aldosterone sono :

a) aumento dell'assorbimento di sodio ed acqua e incremento dell'eliminazione
    di potassio e magnesio principalmente a livello dei tubuli distali del rene.

b) stimolo della fibrosi miocardica e vascolare

c) alterazione (disfunzione) dell'attività dell'epitelio dei vasi sanguigni.

d) potenziamento dell'azione del sistema simpatico

e) riduzione dell'attività del sistema parasimpatico