domenica 30 dicembre 2012

Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro del boxer (ARVC) - seconda parte

Nei cani boxer con ARVC la radiografia toracica è in genere normale.
Qualche soggetto può presentare cardiomegalia per dilatazione del ventricolo
sinistro e disfunzione sistolica, edema polmonare e/o versamento pleurico.
Alcuni animali hanno anche una dilatazione del cuore destro.

L'ecocardiografia è nella maggior parte dei soggetti senza anomalie
significative.
Alcuni boxer mostrano dilatazione del ventricolo sinistro e insufficienza
miocardica, mentre altri presentano dilatazione del ventricolo destro con
aree della parete aneurismatiche (dilatate) e con movimento alterato.
In alcuni soggetti si può evidenziare un'insufficienza della valvole
atrioventricolari (mitrale e tricuspide).

Sono stati utilizzati alcuni marker cardiaci per valutare la loro utilità nella
diagnosi di ARVC.
I marker (marcatori) cardiaci sono delle sostanze i cui livelli nel sangue sono
associati alla funzionalità cardiaca.
L'NT-proBNP non è utile per la diagnosi in quanto i valori ottenuti in boxer
ammalati sono simili a quelli di boxer sani.
La troponina I è aumentata in modo significativo in animali con malattia ma
alcuni boxer con ARVC hanno valori simili a quelli di soggetti sani.
Pertanto, pur essendo un parametro interessante, la troponina I da sola non
può essere utilizzata per una diagnosi certa di cardiomiopatia aritmogena
del ventricolo destro.






mercoledì 26 dicembre 2012

Acromegalia e cuore nel cane e nel gatto - seconda parte

La presenza di acromegalia determina diversi sintomi nel gatto.
I più frequenti sono poliuria (aumento delle urine emesse) e polidipsia
(esagerato bisogno di bere) per la presenza del diabete o dell'insufficienza
renale e lo stridore respiratorio per la compressione dei tessuti ipertrofici
(ispessiti) sulle vie respiratorie.
L'animale può anche mostrare sintomi neurologici per fenomeni compressivi
sulle strutture del cervello provocati dall'espansione del tumore ipofisario.
Si possono ancora rilevare un aumento delle dimensioni della testa e delle
articolazioni, prognatismo (mandibola che sporge rispetto alla mascella),
lingua ingrossata e alla palpazione dell'addome epato e nefromegalia
(dimensioni maggiori del fegato e dei reni).

Con insufficienza cardiaca congestizia sono presenti dispnea, tachipnea,
cianosi e all'ascoltazione del cuore può essere udito un soffio, un ritmo patologico
di galoppo o toni cardiaci attutiti per la presenza di versamento pleurico.
Alcuni gatti non hanno alterazioni cardiache.
Solo alcuni soggetti sono ipertesi mentre la maggior parte ha valori normali di
pressione.

Nel cane possono essere presenti noduli mammari o piometra per l'azione del
progesterone.

All' ECG non si riscontrano in genere alterazioni.

La radiografia toracica evidenzia cardiomegalia (aumento dimensioni cuore),
edema polmonare o versamento pleurico.

L'ecocardiografia rileva generalmente ipertrofia (ispessimento) del setto
interventricolare e/o della parete del ventricolo sinistro, alle volte dilatazione
degli atri e presenza del SAM (movimento sistolico anteriore della valvola mitrale).

La TC (tomografia computerizzata) e la RM (risonanza magnetica) sono utili
per identificare il tumore ipofisario.

Con l'esame del sangue vengono messe in evidenza diverse alterazioni.
L'esame emocromocitometrico può rivelare eritrocitosi (aumento del numero dei
globuli rossi) e leucocitosi (aumento del numero dei globuli bianchi)
L'iperglicemia è presente praticamente in tutti i soggetti con acromegalia e nelle
urine si ritrovano glucosio (glicosuria) e anche corpi chetonici.(assenti nelle urine
normali).
Può esserci anche un aumento dell'azotemia, delle transaminasi epatiche,
della fosfatasi alcalina e del colesterolo.

La valutazione del livello dell'ormone della crescita nel sangue non è un
parametro affidabile per la diagnosi in quanto l'ormone non viene secreto
con continuità.
Più valida è la misurazione dell' IGF-1 (somatomedina C) che potrebbe
anche essere utilizzata nei gatti diabetici con resistenza all'insulina per
identificare i soggetti con acromegalia.






mercoledì 19 dicembre 2012

Terapia delle aritmie nel cane e nel gatto

La terapia antiaritmica comprende non solo l'utilizzo di farmaci ma anche
l'impiego di presidi elettrici e può così essere suddivisa :

1) Farmaci :  possono essere classificati in base alle loro proprietà
     elettrofisiologiche cioè all'attività sul potenziale d'azione che è la
     manifestazione elettrica che provoca la contrazione del cuore.
     Nella classificazione proposta da Vaughan Williams  i farmaci
     vengono divisi in quattro classi :

    Classe 1 - sono presenti molecole come la chinidina, la lidocaina,
    la procainamide che bloccano il flusso degli ioni sodio attraverso
    la parete cellulare.

    Classe 2 - comprende i beta-bloccanti come il propranololo e atenololo
    che antagonizzano l'azione del sistema nervoso simpatico.

    Classe 3 - sono farmaci che agiscono sul passaggio degli ioni potassio
    attraverso la membrana cellulare come l'amiodarone, la flecainide, il sotalolo.

    Classe 4 - vi appartengono sostanze che bloccano il passaggio degli ioni
    calcio attraverso la membrana cellulare (calcio antagonisti) come il verapamil
    e il diltiazem.

    Intorno al 1990 è stata proposta una nuova classificazione detta Sicilian 
    Gambit che, oltre agli effetti elettrofisiologici, considera tutta una serie di
    fattori coinvolti nell'insorgenza delle aritmie.

2)  Presidi elettrici
   
     Sono divisi in tre gruppi :

     a)  Pacemakers o cardiostimilatori : sono apparecchiature che inviano
          impulsi al cuore a velocità e frequenza regolabili e servono a guidare
          il ritmo cardiaco e a interrompere le aritmie.

     b)  Defibrillatori : sono apparecchiature che mandano una singola scarica
          elettrica per interrompere un'aritmia.
       
     c)  Presidi invasivi

           Ablazione endocavitaria : è una metodica nella quale, attraverso
           l'estremità di un apposito catetere, viene veicolato calore per
           "bruciare"  un'area del cuore da cui si sviluppano le aritmie.

           Cardiochirurgia





 

venerdì 14 dicembre 2012

I glicosidi digitalici (digossina) - seconda parte

La digossina viene utilizzata nel cane e nel gatto soprattutto per
il controllo della frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale nei
soggetti con insufficienza cardiaca, da sola od in associazione con
altri antiaritmici.

L'impiego per la sua attività inotropa positiva (aumento della contattilità
cardiaca) è andato diminuendo nel tempo perché l'azione è piuttosto
debole e non paragonabile a quella di altri farmaci come la dobutamina
o il pimobendan.

Un altra indicazione all'utilizzo della digossina è la sua attività 
normalizzatrice sui barocettori, la cui funzionalità è alterata
nell'insufficienza cardiaca.
I barocettori sono delle terminazioni nervose che, in quanto sensibili
alla distensione dei vasi e del cuore, si attivano con la variazione della
pressione nel sistema cardiovascolare.

Nell'endocardiosi mitralica del cane la digossina è impiegata per ridurre
la frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale ma alcuni medici veterinari la
utilizzano anche nella terapia di altre tachiaritmie sopraventricolari.
Per sua attività  sui barocettori è stata anche impiegata per la prevenzione
di episodi sincopali.

La digossina viene anche utilizzata nella cardiomiopatia dilatativa del cane
e del gatto principalmente nella fibrillazione atriale perché, al contrario di altri
farmaci che riducono la frequenza cardiaca, non ha effetti negativi sulla
contrattilità del cuore.

Nella cardiomiopatia ipertrofica il suo utilizzo non è consigliato in quanto
sembra peggiorare la disfunzione diastolica (rilassamento e riempimento dei
ventricoli) che caratterizza questa malattia.
Nelle forme ostruttive peggiora il SAM (movimento sistolico del lembo anteriore
della valvola mitrale verso il setto interventricolare) o favorisce la sua comparsa.





domenica 9 dicembre 2012

Cane, gatto, dispnea e sue cause

Terminiamo la trattazione della dispnea del cane e del gatto con
una classificazione delle sue cause :


1) Ostruzione delle vie respiratorie superiori 

     stenosi (restringimento) delle narici
     edema del palato molle
     polipi nasofaringei
     paresi, collasso, edema della laringe
     ascessi e granulomi ostruttivi o compressivi
     tumori laringei e tracheali
     masse mediastiniche compressive (nello spazio tra i
     polmoni), linfoadenopatie ilari (ingrandimento dei linfonodi
     dell'ilo polmonare) da tumori o micosi sistemiche (generali)


2) Malattie delle vie aeree inferiori e del parenchima polmonare

     anafilassi (grave reazione allergica), asma bronchiale
     edema polmonare
     emorragia polmonare
     enfisema polmonare
     ipertensione polmonare
     malattie dei bronchi
     polmonite (virale, batterica, micotica, da toxoplasma)
     polmonite ab ingestis (per aspirazione di materiale
     che proviene dall'apparato digerente)
     tromboembolismo (es. da filariosi)
     tumori
     verminosi polmonari


3) Malattie delle pleure
    
     versamenti nello spazio pleurico come idrotorace (liquido sieroso),
     emotorace (sangue), piotorace (pus), chilotorace (liquido linfatico).


4) Malattie congenite e traumatiche
     
     ernia diaframmatica
     ernia peritoneo-pericardica
     pneumotorace (accumulo di aria nello spazio pleurico)
     trauma della parete toracica


5)  Altre cause

     acidosi metabolica (aumento dell'acidità del sangue)
     ansia, paura
     ascite (raccolta di liquido nell'addome)
     colpo di calore
     febbre
     malattie del sistema nervoso centrale e periferico
     masse addominali
     shock (caduta della pressione e grave insufficienza circolatoria)







mercoledì 5 dicembre 2012

I glicosidi digitalici (digossina) - prima parte

I farmaci digitalici sono derivati da piante del genere Digitalis ( Digitalis
purpurea per la digitossina, Digitalis lanata per la digossina, Strophantus
gratus per l'ouabaina).
Oggi solo la digossina ha un impiego terapeutico di una certa importanza.
Nel cane qualche volta è utilizzata anche la digitossina, mentre nel gatto
solo la digossina.

Gli effetti della digossina sono dati dall'aumento del tono del nervo vago
sia a livello centrale che periferico per la sua azione  a dosi basse sui 
recettori muscarinici M2 del cuore.
I recettori muscarinici sono costituiti da proteine presenti nella membrana
cellulare (membrana che delimita la cellula) e una sostanza come la
digossina si deve legare a loro per potere svolgere la sua azione all'interno
della cellula.
A dosaggi più alti la digossina blocca la pompa sodio-potassio ( che serve
per il trasporto del sodio all'esterno e del potassio all'interno della cellula),
con aumento della concentrazione del calcio e incremento della contrattilità.

L'attività sul cuore della digossina può così  essere riassunta :

1)  ha un'azione variabile sul nodo del seno (struttura dalla quale si
     genera l'impulso elettrico del cuore) ma in corso di insufficienza
     cardiaca la frequenza di scarica diminuisce (effetto cronotropo
     negativo).

2)  la digossina diminuisce la velocità dell'impulso elettrico atrio-ventricolare.
     Questa proprietà viene sfruttata per la terapia della fibrillazione atriale
     (effetto dromotropo negativo).

3)  a dosaggi elevati la digossina aumenta l'eccitabilità dell'atrio.
     L'eccitabilità è la capacità di generare il potenziale d'azione
     cioè l'attività elettrica del cuore (effetto batmotropo positivo)
   
4)  la digossina favorisce il passaggio dell'impulso elettrico nelle
     vie accessorie (comunicazioni tra atri e ventricoli non presenti
     nel cuore normale come il fascio di Kent) per diminuzione del
     periodo refrattario (periodo nel quale la cellula cardiaca non è
     stimolabile).







domenica 2 dicembre 2012

Video ecocardiografico di cardiomiopatia dilatativa in un cane

In questo video caricato da Mark Martin su YouTube osserviamo uno
spezzone di ecocardiografia in un cane con cardiomiopatia dilatativa (DCM).

La DCM è la seconda malattia cardiaca per frequenza nel cane e lo era anche
nel gatto prima che si scoprisse che la maggior parte dei casi era dovuta alla
carenza di un aminoacido, la taurina. Da allora, con la sua integrazione
nell'alimento, la frequenza della malattia si è molto ridotta.

Nel video possiamo vedere due camere cardiache, il ventricolo sinistro
a sinistra e l'atrio sinistro a destra, che si presentano entrambe dilatate e
separate tra loro dalla valvola mitrale.





Ho ricavato dal video quattro immagini che rappresentano in sequenza il
ciclo cardiaco visualizzato con l'utilizzo del Color Doppler.

Nell'immagine 1  siamo durante la diastole e possiamo notare il sangue,
evidenziato dal colore rosso, che entra nel ventricolo. La valvola mitrale è
aperta e si distingue subito sopra l'area rossa un cordoncino grigio che è
il lembo anteriore della valvola.

Immagine 1


Nell'immagine  2  siamo a fine diastole e la valvola mitrale si sta chiudendo.
Il ventricolo sinistro è aumentato di dimensione perché oramai ha ricevuto
quasi tutto il sangue.


Immagine 2


Nell'immagine  3  siamo durante la sistole e vediamo a livello della valvola
mitrale un'area con colori mescolati (a mosaico) che individua un flusso
di sangue turbolento che torna indietro nell'atrio sinistro e provoca
insufficienza valvolare.
Questa insufficienza non è provocata, come nell'endocardiosi,
da lesioni alla valvola ma dalla dilatazione dell' anello valvolare
(struttura fibrosa che forma la base della mitrale) per l'aumento
delle dimensioni del ventricolo sinistro e quindi i lembi, che sono
attaccati all'anello, non riescono a chiudere in modo adeguato la
valvola.


Immagine 3


Nell'immagine  4  siamo verso la fine della sistole e oltre all'insufficienza
valvolare, possiamo notare come il ventricolo si sia un po' ridotto di grandezza
perché una quota di sangue è stata espulsa nell'arteria aorta per essere poi
distribuita a tutto l'organismo.


Immagine 4



mercoledì 28 novembre 2012

La dispnea (difficoltà a respirare) nel cane e nel gatto

Con il termine di dispnea si intende una respirazione difficoltosa, laboriosa,
dolorosa, cosciente e anche parossistica (cioè nella fase più acuta).

La dispnea può essere presente assieme alla tachipnea (aumento della
frequenza respiratoria), mentre la tachipnea da sola  può non essere
patologica in quanto legata per esempio all'esercizio o alla gravidanza.
La dispnea può anche manifestarsi assieme alla tosse.

L' animale con dispnea mostra atteggiamenti particolari come la testa
estesa sul collo, i gomiti portati in fuori, le labbra retratte e la bocca
aperta.
Può anche assumere determinate posizioni come quella sternale, seduta
o in stazione quadrupedale per cercare di respirare meglio in quanto il decubito
laterale porta alla comparsa della dispnea (in questo caso parliamo di ortopnea).

La dispnea può presentarsi in forma acuta e in genere viene notata
facilmente dal proprietario dell'animale come nell'edema polmonare acuto,
nelle polmoniti, nel versamento pleurico di una certa entità, nel pneumotorace,
nell'ostruzione acuta delle vie respiratorie (per es. da corpo estraneo o per
crisi asmatica).
Può manifestarsi in forma cronica, nel qual caso potrebbe non essere vista
dal proprietario, come nell'insufficienza cardiaca cronica, malattie respiratorie
croniche, versamento pleurico.

La dispnea può presentarsi sotto sforzo o a riposo. All'inizio può evidenziarsi
solo durante l'esercizio ma, con il peggiorare della malattia, compare anche a
riposo.

Infine la dispnea può essere inspiratoria o espiratoria.
Nel primo caso l'inspirazione è prolungata mentre l'espirazione è breve
come per esempio nell'ostruzione delle vie respiratorie superiori, mentre
la dispnea espiratoria è presente nell'asma felina o nell'ostruzione delle
vie aeree inferiori.

Nel versamento pleurico compare la respirazione discordante (mancata
sincronia tra l'espansione del torace e l'innalzamento del fianco) in quanto
la presenza di liquido tra i foglietti pleurici riduce o impedisce l'espansione
del torace per cui durante l'espirazione il fianco dell'animale si "gonfia".

Potete anche leggere il post  cane, gatto, dispnea e sue cause





sabato 24 novembre 2012

Video ecocardiografico di stenosi polmonare in un cane

In questo video caricato da Mark Martin su YouTube, viene presentata una
stenosi ( restringimento ) della valvola polmonare con Color Doppler in un
cucciolo di Jack Russell Terrier.





Immagine 1


Immagine 2

Al centro del video è presente una struttura rotonda che individua l'arteria aorta,
il ventricolo destro è posto superiormente ad essa, mentre la valvola polmonare
è alla sua destra. Sotto la valvola polmonare è presente l'arteria polmonare principale.

In sistole ( nei quindici secondi del video presente diverse volte ) il flusso di
sangue esce dal ventricolo destro per fluire in arteria polmonare e viene
visualizzato con il Color Doppler con una mescolanza di colori ( colori a
mosaico ) che indica la presenza di un flusso alterato turbolento provocato
dalla stenosi.
Ho riportato lo stesso momento anche nell'immagine numero 1.

In diastole ( presente diverse volte nel video e nell'immagine 2 ) la valvola
è chiusa ma è incontinente e del sangue ( indicato con il colore rosso )
torna indietro nel ventricolo destro ( insufficienza della valvola polmonare ).

La stenosi polmonare è una delle cardiopatie congenite più frequenti nel cane
ma è presente anche nel gatto.
Oggi, nei casi che lo richiedono, può essere trattata con l'impiego della
valvuloplastica.


mercoledì 21 novembre 2012

Cane, gatto, tosse e sue cause

In questo post verranno illustrate le cause di tosse nel cane e
nel gatto.
Molto evidente il grande numero di malattie in cui è presente
questo sintomo.

Le cause di tosse possono essere distinte in otto gruppi :


1)   Cause infiammatorie

            
             - tonsillite
             - faringite
             - laringite
             - tracheite
             - bronchite
             - polmonite
            -  pleurite
             - granulomi
             - ascessi
             - infiammazioni conseguenti a malattie esofagee
             - collasso tracheale
             - fibrosi polmonare cronica
            -  ingrandimento dei linfonodi dell'ilo polmonare


2) Cause tumorali


            - tumori primari dell'apparato respiratorio
            - tumori metastatici
            - tumori mediastinici
            - linfoma
            - tumori muscolari, delle costole e dello sterno


3) Cause cardiovascolari

            
           - insufficienza cardiaca
           - dilatazione del cuore e specialmente dell'atrio sinistro
           - edema polmonare
           - tromboembolia polmonare


4) Cause allergiche


            - asma bronchiale
            - polmoniti eosinofile da reazioni allergiche a farmaci, funghi,
              parassiti, composti chimici e da cause sconosciute 
             -malattie autoimmuni


5) Cause traumatiche, fisiche e da anomalie anatomiche


           - corpi estranei esofagei e tracheali
           - collasso tracheale
           - collasso laringeo
           - collasso bronchiale
           - trachea ipoplasica ( poco sviluppata )
           - stenosi tracheale ( trachea ristretta )
           - gas irritanti
           - inalazione di liquidi e solidi
           - traumi
           - ernia diaframmatica
           - epatomegalia ( fegato ingrossato )


6)  Cause parassitarie


           - larva migrante viscerale ( ascaridiosi )
           - strongili polmonari
           - filariosi
           - trematodi


7) Cause protozoarie

7 )     
          - toxoplasmosi
          - pneumocisti


8)  Cause micotiche ( funghi )

           
          - aspergillosi
          - blastomicosi
          - coccidioidomicosi
          - criptococcosi
          - istoplasmosi
          






          
         

   

sabato 17 novembre 2012

Cor triatriatum nel cane e nel gatto - seconda parte

Il cor triatriatum destro è una malattia congenita non comune rilevata
nel cane.
E' causata dalla persistenza della valvola del seno venoso destro di
origine embrionale che, come membrana fibromuscolare, produce una
divisione dell'atrio destro in due camere, craniale ( anteriore ) e caudale
( posteriore ).

La camera caudale riceve il sangue proveniente dalla vena cava caudale
( parte posteriore del corpo ) e craniale ( parte anteriore del corpo ) e dal
seno coronarico ( dal circolo coronarico ) mentre quella craniale comunica
con il ventricolo destro attraverso la valvola tricuspide.

La membrana divisoria può essere fornita di uno o più fori.
La sua presenza può aumentare  la resistenza al flusso di sangue  con
aumento della pressione nella camera caudale e per via retrograda nella
vena cava caudale e nelle vene epatiche.
L'aumento di pressione nei sinusoidi epatici, vasi del fegato dove scorre
sangue misto ( sia arterioso che venoso ), può determinare la trasudazione
del liquido nello spazio peritoneale e la formazione di ascite.

I sintomi clinici interessano prevalentemente animali giovani che presentano
frequentemente ascite e alcuni anche diarrea e fenomeni di malassorbimento
per presenza di linfangectasia ( dilatazione dei vasi linfatici intestinali ) da
ipertensione venosa.

All'esame radiografico il cuore generalmente si presenta normale mentre
può essere ben evidente la dilatazione della vena cava caudale.

L'elettrocardiogramma è nella norma e solo qualche volta mostra onde P
di voltaggio aumentato.

L'ecocardiografia permette la diagnosi definitiva in quanto consente di
visualizzare la membrana patologica e le due camere craniale e caudale
dell'atrio destro.
Per la diagnosi può anche essere utilizzata l'angiografia.

La terapia prevede l' asportazione chirurgica della membrana fibromuscolare
o l' effettuazione di un bypass  "scavalcando " l'ostruzione attraverso un condotto
dove si fa scorrere il sangue.
Può anche essere tentata la dilatazione del foro con un catetere con palloncino.








martedì 13 novembre 2012

Cane, gatto, tosse e cuore

La tosse è un normale riflesso difensivo dell'organismo attivato da
recettori presenti nelle vie respiratorie in seguito a stimoli di natura
infiammatoria, meccanica, chimica e termica, che serve per eliminare
materiale irritante dall'albero respiratorio.
E' caratterizzata da una espirazione forzata con glottide (una parte
della laringe) chiusa che quando si apre provoca il caratteristico
rumore della tosse.
Può essere volontaria o involontaria e può essere confusa con lo
starnuto, lo starnuto inverso  inspirazione forzata e rumorosa ), la
dispnea (respirazione difficoltosa), il vomito.

La tosse è classificata in base ad alcune caratteristiche :

1) - acuta come nelle tonsilliti, faringiti, bronchiti, polmoniti, pleuriti e
       insufficienza cardiaca sinistra acuta.
    - cronica come nell'insufficienza cardiaca destra e sinistra, nell'asma,
       nella filariosi.

2) - secca nelle bronchiti, tracheiti, tonsilliti, malattie allergiche, forme
       tumorali, malattie cardiache compensate. Secca e sonora nel collasso
       tracheale dove viene definita  a " urlo d'oca "  o  " verso di anatra selvatica ".
     - umida nelle bronchiectasie (dilatazione patologica dei bronchi), polmoniti,
       embolia polmonare, edema polmonare.

3) - produttiva per la presenza di espettorato (materiale espulso con la tosse)
       nella bronchite, bronchiectasie croniche, polmonite, malattie esofagee,
       edema polmonare.
     - non produttiva nella bronchite, malattie allergiche, ingrossamento linfonodi
        dell'ilo ( dove entrano nel polmone bronchi, nervi e vasi ), tumori della base
        del cuore, cardiopatie iniziali, collasso tracheale.

       L'espettorato può essere sieroso (simile all'acqua) o siero-mucoso
       (chiaro, bianco sporco, vischioso) come nelle bronchiti , muco-purulento 
       o purulento (torbido, denso, giallastro o verdastro) nelle infezioni
       respiratorie, emorragico (emottisi) rosato nell'edema polmonare,
       rossastro per trombosi, emorragia polmonare, tumori, infezioni polmonari.

4) - momento di comparsa : più spesso diurna nelle bronchiti e bronchiectasie
       e nelle forme iniziali di polmonite, più spesso notturna nelle forme iniziali
       di cardiopatia perché con il progredire della malattia la tosse tende a
       presentarsi in qualsiasi momento.
       Tosse dopo assunzione di liquidi fa propendere per tracheiti o collasso
       tracheale, dopo il pasto a malattie dell'esofago, tosse con eccitazione o
       da trazione del guinzaglio a malattie della trachea.

Nel cane cardiopatico di piccola taglia, in genere anziano e con soffio da
insufficienza mitralica, è spesso difficile capire se la tosse è provocata dalla
malattia cardiaca o da una patologia respiratoria in quanto queste malattie
sono spesso presenti contemporaneamente per cui bisogna approfondire
l'indagine diagnostica.

In questi cani la tosse può essere secca, sonora e aspra, conseguente
all'aumento delle dimensioni del cuore e specialmente dell'atrio sinistro
con compressione del bronco principale sinistro il quale, già affetto da
malacia (malattia a carattere degenerativo con diminuzione della consistenza
dei tessuti), è più soggetto a stimolazione e compressione.
Quando si sviluppa edema polmonare la tosse tende a diventare più umida
e meno sonora e può essere accompagnata da tachipnea (respirazione
frequente) e/o dispnea.

Nel gatto la tosse è dovuta nella maggior parte dei casi a malattie respiratorie
mentre quella di origine cardiaca è poco frequente.





                               

giovedì 8 novembre 2012

Cor triatriatum nel cane e nel gatto - prima parte

Il cor triatriatum è una rara patologia congenita del cane e del gatto
nella quale il cuore ha tre camere atriali invece di due in quanto una
membrana fibromuscolare divide l'atrio sinistro ( cor triatriatum sinister )
o l'atrio destro ( cor triatriatum dexter ). Nell'uomo è spesso presente
con altre patologie congenite.


Nel cor triatriatum sinister, fino ad oggi diagnosticato solo nel gatto,
l'atrio sinistro è composto di due camere, una caudale ( posteriore )
superiore che riceve il sangue dalle vene polmonari e una craniale 
( anteriore ) inferiore che comunica col ventricolo sinistro attraverso
la valvola mitrale.
La membrana  che le divide può avere un solo foro di comunicazione o
più fori come visto nell'uomo.

Se la comunicazione è piccola ( restrittiva ), aumentano le resistenze al flusso
con incremento della pressione nella camera caudale e per via retrograda nelle
vene polmonari e fino ai capillari, predisponendo allo sviluppo di edema o di 
ipertensione polmonare.

L'animale può mostrare i sintomi di insufficienza cardiaca congestizia come
tachipnea e dispnea.

All'esame radiografico si può notare la dilatazione del ventricolo sinistro e
segni di edema polmonare.

L'ecocardiografia permette una diagnosi definitiva in quanto visualizza le
due camere e la membrana che le separa e permette anche di differenziare
la malattia dalla stenosi mitralica sopravalvolare che può presentare una
sintomatologia simile.

La terapia palliativa è quella dell'insufficienza cardiaca congestizia mentre
quella definitiva prevede la rimozione della membrana.



                                          Cor triatriatum sinistro

VD = ventricolo destro, VS = ventricolo sinistro
le frecce indicano la direzione del flusso sanguigno




sabato 3 novembre 2012

Tromboembolismo aortico felino - terza parte

La  diagnosi di tromboembolismo aortico del gatto si basa in buona parte
sui sintomi clinici che sono caratteristici ma che non escludono una diagnosi
differenziale con malattie che causano paresi o paralisi specialmente degli
arti posteriori, in particolare quelle tumorali e i traumi al midollo spinale.
In circa il 90% dei casi è presente  anche una cardiopatia e quindi l'animale può
mostrare i sintomi della malattia cardiaca.

L'esame del sangue rileva numerose alterazioni : iperglicemia da stress,
aumento dell'urea e della creatinina, ipocalcemia, rilievi che indicano la
necrosi (mort ) del tessuto muscolare come aumento della creatinfosfochinasi
(CPK), delle transaminasi (ALT e AST), della lattato deidrogenasi (LDH)
e del potassio.
L'aumento del potassio durante la fase di riperfusione (ricomparsa del flusso di
sangue), può mettere in pericolo la vita dell'animale.

La mancanza  o la diminuzione della circolazione può essere dimostrata
con il taglio delle unghie degli arti colpiti verificando l'assenza del
sanguinamento o il gocciolamento di poco sangue molto scuro.
Può essere inoltre constatata la mancanza del polso femorale.
L'impiego della metodologia Doppler conferma o meno la presenza del flusso
arterioso.
In animali stabilizzati si può impiegare l'angiografia per verificare il tipo di
cardiopatia e controllare la presenza di trombi e del circolo collaterale di sangue.
Oggi, con l'avvento dell'ecografia, l'angiografia viene utilizzata sempre meno.

All'esame radiografico si può evidenziare la cardiomegalia (aumento delle
dimensioni del cuore) in almeno il 90% dei gatti colpiti e la presenza di segni di
insufficienza cardiaca congestizia in circa il 70%.

All' elettrocardiogramma ( ECG ) la maggior parte degli animali mostra
anomalie come tachicardia, alterazioni della conduzione dell'impulso elettrico
e segni di ingrandimento del ventricolo sinistro.

Con l'ecocardiografia viene individuato il tipo di cardiopatia, più frequentemente
cardiomiopatia ipertrofica (HCM) ma anche cardiomiopatia restrittiva (RCM),
cardiomiopatie non classificate (UCM) e cardiopatia da ipertiroidismo.
La maggioranza dei gatti presenta dilatazione dell'atrio sinistro e possono essere
presenti trombi nel cuore e/o la comparsa di ecocontrasto spontaneo che è un
segno di rallentato flusso sanguigno e di aumentato rischio di formazione dei trombi.






martedì 30 ottobre 2012

Frequenza delle cardiomiopatie nel gatto

La cardiomiopatia ipertrofica primaria ( HCM sigla in inglese ) rappresenta
circa il 60% di tutte le cardiomiopatie feline.
Si trasmette con modalità autosomica dominante ( si presenta sia nei maschi
che nelle femmine e per la sua trasmissione basta un solo genitore ) nel Maine 
Coon, nel Ragdoll e Americano a pelo corto.
Ci sono altre razze che sono predisposte allo sviluppo della malattia  e nelle
quali si sospetta una sua ereditarietà come il Persiano, il British a pelo corto,
il Norvegese, il gatto turco del lago di Van, lo Scottish Fold, il Bengala, il Rex,
lo Sphinx, l'Himalaiano e il Siberiano.
La prevalenza dell'HCM nella popolazione felina è probabilmente intorno
al 5% ma potrebbe essere sottostimata.
Sono interessati in misura maggiore i maschi e i soggetti adulti.

La  cardiomiopatia restrittiva ( RCM sigla in inglese ) comprende circa
il 20% di tutte le cardiomiopatie del gatto.
Non sembra esserci predisposizione di razza ed è più frequente nelle femmine.

La cardiomiopatia dilatativa primaria ( DCM sigla in inglese ) rappresenta
circa il 10%  delle cardiomiopatie ed è più frequente nei soggetti adulti e non si
conosce se ci sia una predisposizione di razza.
La forma di cardiomiopatia dilatativa da carenza di taurina oggi rappresenta
circa il 4% di tutte le cardiomiopatie mentre prima della scoperta della sua causa
era la seconda per frequenza.

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro ( ARVC sigla in
inglese ) è piuttosto rara rappresentando solo l' 1% o forse anche meno di
tutte le cardiomiopatie.
Non è dimostrata una predisposizione di sesso o razza ( forse più frequente
nel Birmano e nei soggetti a pelo corto ) e colpisce prevalentemente soggetti
adulti.

Le cardiomiopatie non classificate  ( UCM sigla in inglese ) denominate in
questo modo perché non possono essere ascritte ai gruppi precedenti, sono
circa il 10% delle cardiomiopatie feline e sono più frequenti negli adulti.

Nei soggetti affetti da cardiomiopatia, all'ascoltazione cardiaca il soffio è più
frequente in quelli colpiti da HCM, mentre un ritmo di galoppo ( ritmo cardiaco
con tre toni invece dei normali due che lo fa assomigliare al galoppo del cavallo )
è maggiormente presente nei gatti interessati da DCM seguiti da quelli con RCM
e HCM.
Le aritmie sono più numerose nella DCM, RCM e nelle UCM.

Diversi studi hanno valutato se la presenza del soffio in gatti apparentemente
sani, potesse indicare anche la presenza di malattia cardiaca ma è risultato che
il soffio è soltanto un modesto rivelatore di patologia.



Gatto Ragdoll



venerdì 26 ottobre 2012

Feocromocitoma e cuore - seconda parte

I sintomi clinici del feocromocitoma sono dati nel cane e nel gatto da :

a)  invasività locale del tumore
b)  presenza di metastasi
c)  secrezione di catecolamine che non essendo costante può dare
     una sintomatologia episodica.

L'animale affetto da feocromocitoma può presentare una storia ( anamnesi )
con svariati sintomi come debolezza, letargia ( stato di torpore ), collasso,
anoressia, vomito, diarrea, perdita di peso che però non sono specifici della
malattia.
Qualche volta si ha la morte improvvisa del soggetto.

Alla visita clinica l'animale può essere letargico, con respiro difficoltoso
( dispnea ) o frequente ( tachipnea ).
All'ascoltazione del cuore si può udire un soffio sistolico, rilevare tachicardia,
le mucose possono essere pallide e il polso debole.
Circa metà dei cani si presenta iperteso.

L'esame elettrocardiografico evidenzia più frequentemente tachicardia
ma si possono riscontrare anche complessi atriali e ventricolari prematuri,
tachicardia ventricolare e alterazioni del segmento ST e dell'onda T.

All'esame radiografico può essere presente cardiomegalia ( cuore aumentato
di dimensione ) ed edema polmonare da insufficienza cardiaca congestizia.
Il tumore può essere identificato in circa il 30% dei casi.
L'ecocardiografia mette in evidenza l'ipertrofia del cuore e l'ecografia addominale
o la tomografia computerizzata ( TAC ) permettono la visualizzazione del tumore
surrenalico.

La terapia medica del feocromocitoma prevede l'utilizzo di farmaci alfa bloccanti
per il controllo dell'ipertensione e farmaci beta bloccanti per le aritmie.
Il trattamento definitivo, dopo avere effettuato una terapia per stabilizzare il
paziente, è la rimozione chirurgica del tumore.






domenica 21 ottobre 2012

Malattia aritmogena del ventricolo destro del gatto - prima parte

La malattia aritmogena del ventricolo destro è una rara patologia cardiaca
del gatto che può colpire tutte le razze feline anche se sembra esserci una
predisposizione nei gatti a pelo corto e in quelli Birmani.

Si caratterizza per lesioni a carico dell'atrio e del ventricolo destro con
progressiva distruzione delle cellule muscolari cardiache ( cardiomiociti )
e loro sostituzione con tessuto fibroso e adiposo.
Non si sa ancora se la malattia sia provocata da un difetto genetico ereditario
come è stato dimostrato nel cane e nell'uomo.

All'esame istologico le lesioni principali sono a carico dell'atrio e del ventricolo
destro ma può essere interessato anche il ventricolo sinistro seppure in misura
minore.
La sintomatologia è data da segni clinici di scompenso del cuore destro con
comparsa di versamento pleurico o pericardico, ascite, distensione delle
vene giugulari e anche sincope e morte improvvisa.

All'esame elettrocardiografico si possono rilevare numerose aritmie come
complessi ventricolari prematuri, tachicardia ventricolare, fibrillazione atriale,
blocco di branca destro ( distruzione per processi degenerativi della branca
destra che conduce l'impulso elettrico nel ventricolo ), blocco atrio-ventricolare.

L'esame radiografico mette in evidenza dilatazione anche considerevole del
cuore destro, versamento pleurico, versamento pericardico, ascite e dilatazione
della vena cava caudale.






                                           

mercoledì 17 ottobre 2012

Malattia valvolare cronica della mitrale (endocardiosi valvolare) - quarta parte

Nel cane con endocardiosi mitralica generalmente i sintomi tendono a
svilupparsi gradualmente.
L'evoluzione della malattia nei cani di piccola taglia è variabile
potendo decorrere senza sintomi per un lungo periodo di tempo.
I cani di grossa taglia tendono a peggiorare più rapidamente.

Il sintomo che è notato maggiormente dal proprietario è la tosse ed
è il motivo principale per cui il cane è portato dal medico veterinario.

Può essere dovuta alla compressione del bronco principale di sinistra
da parte dell'atrio sinistro ingrandito.
E' stato ipotizzato che la tosse potrebbe presentarsi più insistente in
quei cani che hanno già malattie degenerative delle vie respiratorie
( broncomalacia ) che li predisporrebbero anche al collasso tracheale.

La tosse può anche essere dovuta alla congestione e all'edema polmonare.
In questo caso la distensione dei vasi venosi potrebbe provocare la
stimolazione di recettori polmonari con broncocostrizione e aumento della
produzione di muco.
Alle volte la tosse si presenta più frequente durante la notte quando l'animale
si mette in decubito laterale e manifesta anche respiro alterato per cui è costretto
ad assumere la posizione seduta o quadrupedale per respirare meglio
( ortopnea ).

Un altro sintomo che può presentarsi, sebbene non frequentemente, è la sincope
cioè la perdita della conoscenza per insufficiente apporto di sangue al cervello.
La sincope può essere dovuta  a tachiaritmie ( aritmie con frequenza cardiaca
elevata ), a tosse parossistica ( detta sincope situazionale ), a ipertensione
polmonare o a un tipo di sincope chiamata vaso-vagale.

Altri sintomi sono la dispnea ( respiro difficoltoso ) e la tachipnea ( respiro
frequente ), la mancanza di appetito, il dimagramento anche molto accentuato
( cachessia cardiaca ).

Qualche volta i sintomi possono insorgere in maniera improvvisa come quando si
sviluppa un'aritmia o si rompe una corda tendinea.
In qualche caso ci può essere la morte improvvisa del soggetto con la rottura
di una corda tendinea principale o la lacerazione dell'atrio sinistro con sviluppo
di versamento pericardico acuto e tamponamento cardiaco.






sabato 13 ottobre 2012

Cardiomiopatia ipertrofica del gatto (felina) - quarta parte

I sintomi della cardiomiopatia ipertrofica felina (HCM) sono simili a quelli
delle altre cardiomiopatie.

Quelli più frequenti, per i quali in genere il gatto viene fatto visitare, sono
respiratori.
Può essere presente dispnea ( respiro difficoltoso ) e tachipnea (respiro
frequente).  Ci sono gatti che a riposo hanno la frequenza respiratoria
normale e diventano tachipnoici o dispnoici se sono stressati.

Un altro sintomo, per il quale il gatto viene portato dal medico veterinario,
è la presenza di paresi o paralisi degli arti posteriori con dolore intenso.
Alcuni gatti presentano solo anoressia o letargia (stato di torpore).
La tosse è poco frequente e alle volte viene scambiata dal proprietario per
conati di vomito.
Poco frequente è pure la distensione dell'addome per la presenza di liquido
(ascite).

Ci sono gatti che hanno l' HCM in forma lieve e non diventano mai sintomatici
o rimangono senza sintomi per anni.
Ci sono gatti asintomatici in cui la malattia è rivelata dall'ascoltazione del cuore
per la presenza di un soffio o di un ritmo di galoppo (tre toni cardiaci che
ricordano il galoppo del cavallo invece dei due normali).

Alcuni fattori stressanti possono rendere evidente la malattia come un
intervento chirurgico, la somministrazione di fluidi o di corticosteroidi, la
presenza di  anemia o febbre.

Alcuni gatti  mostrano come unico sintomo la sincope (perdita della coscienza
per insufficiente afflusso di sangue al cervello) o presentano morte improvvisa.

All'ascoltazione  del cuore si può udire un soffio sistolico dato dal rigurgito
mitralico e/o dall'ostruzione del tratto di efflusso (di uscita) del ventricolo
sinistro e un ritmo di galoppo per la presenza di toni cardiaci patologici
(in questo caso più spesso quello denominato S4).
Può essere presente anche ritmo irregolare, tachicardia ma anche frequenze
cardiache normali e in certi soggetti bradicardia.
Inoltre i toni cardiaci possono essere attutiti per la presenza di versamento
pleurico o pericardico.
Il gatto può essere ipotermico e mostrare paresi agli arti posteriori con forte
dolore per la presenza di tromboembolismo aortico nel qual caso il polso
femorale è debole o assente.



Questo video di Youtube caricato da olatheanimalhospital  ci mostra un gatto
cardiopatico con un respiro molto frequente ( tachipnea ). La frequenza
respiratoria normale di un gatto a riposo è di circa 20-35 atti respiratori al minuto.
                                                               

martedì 9 ottobre 2012

Acromegalia e cuore nel cane e nel gatto - prima parte

L'acromegalia è una eccessiva produzione cronica dell'ormone della crescita
(GH) che è causata nel gatto dalla presenza di un tumore all'ipofisi mentre
nel cane soprattutto all'uso prolungato di farmaci contenenti progesterone.
Nel gatto la malattia è abbastanza rara ed è più frequente nel maschio,
nel cane è ancora più rara e interessa ovviamente di più le femmine.

Le attività dell'ormone vengono classificate in dirette (per azione del GH)
indirette, mediate dalla somatomedina (IGF-1) prodotta dal fegato su
stimolazione del GH.
Quelle dirette sono cataboliche (processi di degradazione per produrre
energia con formazione di sostanze "rifiuto" dette cataboliti) e anaboliche
(trasformazione e assimilazione delle sostanze nutritive) e comprendono
la lipolisi con l'impiego dei grassi di riserva dell'organismo, la diminuzione
dell'utilizzo del glucosio e un aumento della deposizione del glicogeno (fonte
di deposito e riserva di glucosio).
Quelle indirette portano ad un aumento della sintesi proteica con sviluppo
sia dei tessuti molli che dello scheletro.

L'azione dell'ormone della crescita si esplica su tutto l'organismo :

- sull'apparato endocrino dove determina lo sviluppo del diabete mellito.
- sull'apparato scheletrico e articolare con allungamento della mandibola,
   ingrossamento  del cranio, artrite e artrosi.
- sull'apparato urinario con frequente sviluppo di insufficienza renale.
- nel cane sull'apparato genitale con mucometra (accumulo di muco
  nell'utero), piometra (accumulo di pus nell'utero) e sviluppo
  di noduli mammari.

Evidenti le azioni sul cuore dell'ormone della crescita :

- nel gatto cardiomegalia (aumento delle dimensioni del cuore), ipertrofia
  del ventricolo sinistro (ispessimento delle pareti) e anche sviluppo di
  insufficienza cardiaca congestizia.
- nel cane  cardiomegalia ma senza sintomi.

All'esame istologico ipertrofia delle miofibrille (le unità contrattili del muscolo),
miocitolisi (rottura delle cellule muscolari) , fibrosi interstiziale e arteriosclerosi
(ispessimento delle pareti delle arterie con perdita di elasticità).




                             

venerdì 5 ottobre 2012

Feocromocitoma e cuore - prima parte

Il feocromocitoma è un tumore della parte midollare delle ghiandole
surrenali che è raro nel cane e molto raro nel gatto ma la cui presenza
può avere conseguenze anche gravi.
E' una malattia che colpisce in particolare i cani anziani senza predisposizione
di sesso o razza.
Il tumore può essere localmente invasivo o dare metastasi  (al polmone, fegato,
reni, pancreas, milza, ossa, sistema nervoso centrale).

Il coinvolgimento del cuore è provocato dalla secrezione da parte del tumore
di catecolamine (noradrenalina, adenalina).
Queste sostanze in eccesso danno origine a diverse azioni sull'organismo.

Gli effetti sul cuore sono dovuti all'azione sui recettori alfa 1, beta 1 e beta 2.
I recettori sono delle proteine localizzate sulla membrana cellulare a cui si
legano le catecolamine per potere esercitare la loro azione.

I recettori alfa 1 determinano vasocostrizione arteriosa e venosa tanto che
alla visita clinica circa il 50% dei cani è iperteso.

I recettori beta 1 determinano tachicardia sinusale (frequenza cardiaca
aumentata), aumentano la velocità della conduzione dello stimolo elettrico
nel cuore e incrementano la contrattilità.

I recettori beta2 determinano vasodilatazione arteriosa e venosa.

La somma di queste azioni porta ad alterazioni a livello cardiovascolare come
ipertensione, cardiomiopatia, miocardite ischemica, aritmie.

A livello istologico nell'uomo sono stati evidenziati mionecrosi (morte delle
cellule muscolari cardiache), fibrosi e infiammazione interstiziale.


domenica 30 settembre 2012

Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro del boxer - prima parte

La cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro (ARVC sigla in
inglese) è una malattia del muscolo cardiaco che colpisce la razza boxer 
ed è simile alla ARVC dell'uomo sia per le cause, i rilievi all'esame istologico
e la sintomatologia.
E' una malattia ereditaria  autosomica dominante.
Autosomica perché può presentarsi sia nei maschi che nelle femmine e
dominante perché per trasmetterla basta uno solo dei genitori.

E' stata classificata in tre gruppi a seconda della sintomatologia :

- Primo gruppo : comprende cani senza sintomi ma che possono avere aritmie.

- Secondo gruppo : sono compresi cani con sincope. La sincope è la perdita
   improvvisa e temporanea della coscienza perché non arriva abbastanza
   sangue al cervello.

- Terzo gruppo : cani con insufficienza cardiaca da disfunzione sistolica
   (cioè con la funzione di pompa del cuore indebolita).

E' probabile anche una variazione dei sintomi su base geografica in quanto
sembra che nel Nord America la malattia si presenti prevalentemente con
sincope e aritmie mentre in alcune aree dell'Europa  è più frequente la
disfunzione sistolica.

Gli animali con ARVC presentano intolleranza all'esercizio, letargia (stato di
torpore), sincope e anche morte improvvisa mentre quelli che sviluppano
insufficienza cardiaca congestizia hanno dispnea (respiro difficoltoso),
tachipnea (aumento della frequenza del respiro), tosse.
Con sviluppo di insufficienza cardiaca congestizia destra può rendersi evidente
la distensione delle vene giugulari e l'ascite (presenza di liquido in addome).

All'ascoltazione del cuore si può rilevare un soffio, tachiaritmie (aritmie con
frequenza cardiaca elevata) e qualche volta ritmo di galoppo (il ritmo cardiaco
presenta tre toni anzichè i due normali, provocando una sequenza che
assomiglia al galoppo del cavallo).



                                         

mercoledì 26 settembre 2012

Cardiomiopatie feline non classificate

Le cardiomiopatie feline non classificate ( UCM sigla in inglese ) comprendono
malattie del miocardio che non possono essere identificate come HCM
( cardiomiopatia ipertrofica ), DCM ( cardiomiopatia dilatativa ), RCM
( cardiomiopatia restrittiva ) o altre patologie cardiache per cui a tutt'oggi
 le UCM risultano essere una categoria non ben definita di cardiopatie.

Non sappiamo se sono di origine congenita o acquisita o se la malattia
è primaria o secondaria ad altre cause.
Inoltre le UCM non sembrano svilupparsi in seguito a carenza di taurina
o a ipertiroidismo.
E' stato ipotizzato che possano essere una fase di evoluzione di un'altra
forma di cardiomiopatia come per esempio una fase terminale di HCM
oppure la rappresentazione di lesioni ischemiche per riduzione dell'apporto
di sangue al miocardio.

Non è ancora chiaro se ci siano predisposizioni di sesso o razza.
I soggetti più colpiti sono quelli adulti e anziani.

I sintomi clinici, simili a quelli presenti nelle altre cardiopatie del gatto, sono
dispnea ( respiro difficoltoso ), tachipnea ( respirazione frequente ) , anoressia,
perdita di peso e letargia ( stato di torpore ).

All'ascoltazione del cuore si può udire frequentemente un soffio mentre il
rilievo di aritmie è più raro.



                                                       

venerdì 21 settembre 2012

L'uso dei vasodilatatori nella cardiologia del cane e del gatto

I vasodilatatori sono dei farmaci molto utilizzati nella terapia cardiologica
del cane e del gatto.
Sono stati introdotti in medicina umana intorno agli anni 1970-1975 e in
medicina veterinaria circa dieci anni dopo.
Vengono suddivisi in base alla loro azione in vasodilatatori arteriosi, venosi
e misti.

I vasodilatatori arteriosi agiscono sulle arterie determinando un
rilassamento della muscolatura dei vasi che porta a diminuzione della
pressione sistemica ( la pressione che misuriamo normalmente ), della
pressione sistolica del ventricolo (quando si contrae) e del postcarico
(l'ostacolo allo svuotamento del ventricolo) con riduzione del consumo
di ossigeno da parte del cuore e aumento della portata cardiaca
(quantità di sangue espulsa dal cuore in un minuto).
In questo gruppo sono compresi l'idralazina e l'amlodipina.

I vasodilatatori venosi determinano anch'essi un rilassamento della
muscolatura dei vasi con una redistribuzione del sangue dal cuore e
dalla circolazione polmonare  al circolo venoso sistemico (generale)
e diminuzione della congestione polmonare, della pressione diastolica
del ventricolo (quando si riempie ) e della formazione di edema polmonare.
Questo gruppo comprende la nitroglicerina e l'isosorbide dinitrato.

I vasodilatatori misti manifestano un'attività sia sulle arterie che sulle vene.
A questo gruppo appartengono ACE-inibitori, nitroprussiato e prazosin.


I vasodilatatori sono utilizzati principalmente nelle seguenti patologie :

- insufficienza cardiaca acuta e cronica refrattaria (resistente alla terapia).
- insufficienze valvolari (es. insufficienza aortica, mitralica).
- cardiomiopatie (malattie del muscolo cardiaco).
- shunt sinistro-destro  passaggio di sangue dal cuore sinistro a quello
   destro o da un vaso con sangue ossigenato a uno con sangue non
   ossigenato) come nel dotto arterioso pervio o nel difetto del setto
   interventricolare.
- ipertensione polmonare (aumento della pressione arteriosa polmonare).





sabato 15 settembre 2012

Video di ecocardiografia di un cane con filariosi

Questo video caricato da ecografiavetpg su YouTube mostra alcuni momenti  di
una ecocardiografia di un cane con filariosi.




All'inizio del filmato ( da 6" in avanti ) possiamo distinguere in alto una
area scura che è data dalla camera del ventricolo destro ( a sinistra ) e
da quella dell'atrio destro ( a destra ).
Più in basso la zona scura è dovuta alla presenza del ventricolo sinistro
( a sinistra ) e dell'atrio sinistro ( a destra ).
L'atrio e il ventricolo destro si presentano dilatati mentre il ventricolo sinistro
è più piccolo del normale perché a destra la pressione è aumentata ed è
presente anche insufficienza cardiaca.

Una cosa che si nota distintamente è la presenza all'interno del cuore destro
di piccole formazioni biancastre in continuo movimento, formate da due corte
linee ravvicinate ( a " binario " ) che non sono altro che i vermi adulti della
filaria.

Riporto anche due immagini del video :




Nella parte superiore di questa immagine ( proiezione ecocardiografica
parasternale destra asse lungo ) si vedono chiaramente le filarie adulte
( piccoli segmenti a doppia linea a " binario " ) nel cuore destro.




In questa seconda immagine ( proiezione ecocardiografica parasternale destra
asse corto ) si vede al centro  un' area circolare che è l'arteria aorta, alla sua
destra l'arteria polmonare e sopra il cuore destro con all'interno alcuni vermi.


mercoledì 12 settembre 2012

La filariosi del cane - terza parte

La maggioranza dei cani con filariosi non ha sintomi ma gli
animali in cui sono presenti ne mostrano un'ampia varietà.
I più frequenti sono a carico del polmone e del cuore.

E' stata proposta una classificazione clinica e prognostica dei soggetti
con filariosi in tre classi.

La classe 1 comprende cani asintomatici o con sintomi lievi in cui viene fatta
la diagnosi di malattia attraverso i test diagnostici ed è principalmente formata
da soggetti con età media intorno ai 3-4 anni.

La classe 2 è composta da cani con malattia moderata nei quali il sintomo più
frequente è la tosse e alle volte è anche presente minor resistenza all'esercizio.
L'eta media dei soggetti è di circa 5 anni.

La classe 3 è formata da animali con malattia grave e con numerosi sintomi
come tosse che peggiora con l'esercizio, dispnea (respiro difficoltoso), emottisi
(materiale sanguinolento che fuoriesce dalle narici e dalla bocca e che proviene
dal polmone) dovuta alla rottura di piccoli vasi polmonari lesionati in seguito alla
tosse insistente, a fenomeni di trombosi e all'ipertensione polmonare.

Altri sintomi  di questa classe sono l'intolleranza all'esercizio, la sincope, segni
di insufficienza cardiaca destra come l'ascite (liquido in cavità addominale),
versamento pleurico, distensione delle vene giugulari, cachessia (stato di
profonda debilitazione dell'organismo con grave dimagramento).
L'eta media dei cani  di classe 3 è di circa 8 anni.

Sembra che la gravità dei sintomi sia determinata soprattutto dal numero dei
parassiti, dalla durata dell'infestazione e dalla risposta del sistema immunitario.
                                                       


mercoledì 5 settembre 2012

Il tromboembolismo polmonare nel cane e nel gatto

Il tromboembolismo polmonare è la presenza di trombi ed emboli nella
circolazione arteriosa polmonare che è formata dall'arteria polmonare
principale e dai suoi rami.

Il trombo è definito come una massa solida che si forma per coagulazione
del sangue nel cuore o nei vasi.

L'embolo è materiale estraneo alla normale composizione del sangue che
provoca l'occlusione (chiusura) del vaso in cui si arresta.
Può essere costituito da trombi che formatisi in un altro luogo, sono trasportati
dalla corrente sanguigna fino ad ostruire un vaso.
Può essere anche composto da grasso, aria, corpi estranei, cellule tumorali.

Le cause che portano al tromboembolismo polmonare sono numerose :

Malattie parassitarie
Malattie metaboliche ( ipotiroidismo, iperadrenocorticismo, diabete
mellito )
Malattie renali (glomerulonefriti, nefropatia proteino disperdente)
Amiloidosi
Anemia emolitica immunomediata
Pancreatite
DIC (coagulazione intravasale disseminata)
Malattie cardiache
Tumori
Procedure chirurgiche
Cateteri intravenosi
Tecniche diagnostiche con utilizzo di aria
Grasso da traumi ossei o da contusione del tessuto adiposo
Setticemie



                                                       

mercoledì 29 agosto 2012

Cardiomiopatia ipertrofica primaria del cane - prima parte

La cardiomiopatia ipertrofica primaria ( HCM  in inglese ) è nel cane
una malattia poco frequente, mentre nel gatto è la patologia cardiaca
più comune.

Sono interessate diverse razze  ma è diagnosticata con più frequenza in
quelle di taglia grande, nei soggetti giovani e adulti e nei maschi.

Si sospetta una causa genetica e nel Pointer è stata identificata una
cardiomiopatia ipertrofica di tipo ostruttivo ereditaria.

La malattia è contraddistinta dallo sviluppo di un ispessimento ( ipertrofia )
delle pareti del ventricolo sinistro e del setto interventricolare.

L'ipertrofia nella maggior parte dei casi interessa in modo uniforme sia
il setto che le pareti del ventricolo sinistro ( ipertrofia simmetrica ), mentre
qualche volta possiamo riscontrare un'ipertrofia limitata solo a determinati
segmenti ( ipertrofia asimmetrica ).

Per  emettere diagnosi di HCM devono prima di tutto essere escluse altre
cause più frequenti di ipertrofia come la stenosi subaortica e l'ipertensione
sistemica.
In particolare la stenosi subaortica è presente nelle stesse razze nelle quali si
sviluppa la cardiomiopatia ipertrofica.

Le conseguenze della cardiomiopatia ipertrofica sono simili a quelle riscontrate
nell'uomo e nel gatto.
Per una loro conoscenza rimando al post sulla HCM del gatto.






sabato 25 agosto 2012

La cardiomiopatia restrittiva idiopatica del gatto - terza parte

La terapia della cardiomiopatia restrittiva idiopatica (RCM) del gatto nella
fase acuta è simile a quella delle altre miocardiopatie del gatto.
Viene somministrata furosemide (un diuretico) per l'edema polmonare
ed effettuata la pleurocentesi (aspirazione del liquido presente nello
spazio pleurico) con versamento moderato o  grave.

Nella terapia cronica vengono utilizzati furosemide e un ace-inibitore.
A questi farmaci può essere aggiunto il diltiazem (un calcio antagonista)
per migliorare il rilassamento cardiaco (effetto lusitropo positivo),
un beta- bloccante come atenololo in presenza di aritmie o con sospetto
di infarto miocardico, l'aspirina o il clopidogrel per le complicazioni
tromboemboliche.

Si possono inoltre somministrare pimobendan o digossina per migliorare
la contrattilità del cuore e lo spironolattone per le sue azioni diuretiche e
ormonali.

Nel caso di scompenso cardiaco refrattario (resistente) alla terapia
viene consigliato di aumentare i dosaggi di furosemide e di ace-inibitore,
più pimobendan o digossina.

La prognosi della cardiomiopatia restrittiva è riservata o infausta.
All'inizio ci può essere una risposta alla terapia, tanto che alcuni gatti
possono vivere più di un anno dalla diagnosi, ma a lungo termine la
prognosi è infausta per l'alta incidenza di aritmie, di fenomeni trombo-
embolici e di insufficienza cardiaca congestizia refrattaria.




                                                                     

domenica 19 agosto 2012

Cardiomiopatia dilatativa primaria del cane - terza parte

La cardiomiopatia dilatativa del cane (DCM sigla in inglese) è una malattia
generalmente a decorso lento e pertanto dal punto di vista clinico distinguiamo
una fase occulta (senza sintomi) e una fase sintomatica.

Nella fase occulta, che può durare anche degli anni, l'animale appare
spesso normale oppure si possono rilevare delle alterazioni all'ascoltazione
del cuore (soffi e/o aritmie).
Ci possono essere anche casi di morte improvvisa.

Nel Dobermann le aritmie possono essere presenti molti mesi prima della
rilevazione delle prime alterazioni all'ecocardiografia.

La fase  sintomatica è caratterizzata da intolleranza all'esercizio, debolezza,
letargia, sincope, anoressia, dimagramento, tachicardia, tachipnea (aumento
della frequenza del respiro), dispnea (respiro difficoltoso), tosse e anche
distensione addominale per la presenza di liquido (ascite).

All' ascoltazione del cuore si può evidenziare un soffio a livello della valvola
mitrale e/o tricuspide, tachiaritmie (aritmie con frequenza cardiaca elevata),
ritmo di galoppo (per la presenza di un terzo tono oltre ai due normali),
anche toni cardiaci attutiti per la presenza di versamento pleurico.

Con la diminuzione della portata cardiaca (quantità di sangue espulso dal
cuore in un minuto), si possono rilevare mucose pallide ed estremità fredde.
Alle volte si può anche evidenziare distensione  e/o pulsazione delle vene
giugulari.
La comparsa di fibrillazione atriale diminuisce il riempimento del ventricolo
e la gittata cardiaca (quantità di sangue espulsa dal  cuore ad ogni battito)
e provoca un peggioramento dei sintomi.




                                                         

           
                                                                                   

venerdì 10 agosto 2012

La cardiomiopatia dilatativa del gatto - prima parte

La cardiomiopatia dilatativa del gatto (sigla in inglese DCM) è stata la
seconda miocardiopatia più diffusa fino al 1987 quando si è scoperto che,
nella maggior parte dei casi, la sua causa era data dalla carenza nella dieta
della taurina (un aminoacido).

Da allora, con l'integrazione della taurina nel cibo, la cardiomiopatia dilatativa
è diventata piuttosto rara e si è visto che si può anche avere la regressione
della malattia in atto, cosa che invece non avviene con la patologia della
retina, anch'essa causata da deficienza di taurina.

Oggi la carenza di taurina è rara in quanto le diete commerciali sono
integrate in modo soddisfacente.
Potrebbe però presentarsi in gatti alimentati con diete casalinghe, con
diete vegetariane, con cibi per cani.
Inoltre si è notato che non tutti i gatti con carenza di taurina sviluppano
la DCM.

Rimane comunque una piccola parte di soggetti che non presenta deficienza
di taurina ma che può avere la DCM e nei quali non si riscontra una causa
apparente di malattia (cardiomiopatia dilatativa idiopatica).
Per quest'ultima forma sono state proposte cause tossiche, infettive,
metaboliche.
E' probabile, come dimostrato nel cane e nell'uomo, che ci siano anche
difetti genetici trasmessi per via ereditaria alla base dello sviluppo della malattia.




                                                             

domenica 5 agosto 2012

Immagini del movimento sistolico della valvola mitrale nella cardiomiopatia ipertrofica del gatto

In questa immagine al Color Doppler, tratta da un video caricato su
You Tube da ucorvet, vediamo le conseguenze sul flusso sanguigno
del movimento sistolico anteriore della valvola mitrale ( sigla in inglese SAM )




Possiamo notare due flussi sanguigni con colori mescolati arancione, giallo,
azzurro ( a mosaico ).

Il flusso posto superiormente è dato dalla turbolenza del sangue nel tratto di
efflusso ( di uscita ) del ventricolo sinistro che è ostruito dalla presenza del
lembo anteriore della valvola mitrale.
Il flusso inferiore è generato dal rigurgito mitralico in quanto lo spostamento
del lembo anteriore impedisce la chiusura completa della valvola mitrale,
permettendo al sangue di  " tornare indietro " nell'atrio sinistro.

Nell' ultima immagine ( in basso ) ho messo in evidenza lo spostamento del
lembo anteriore rispetto alle strutture cardiache ( per gentile concessione del
dott. Billi Giulio, modificato ).

Cliccare sulle immagini per ingrandirle.