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domenica 18 gennaio 2015

Peptidi natriuretici nel cane e nel gatto - prima parte

I peptidi natriuretici sono degli ormoni che contribuiscono al mantenimento
dell'omeostasi e che interagiscono con altre sostanze (es .aldosterone,
angiotensina II, endoteline) anche nello scompenso cardiaco.

L'omeostasi è la capacità dell'organismo di mantenere tutte le sue funzioni in
equilibrio tra loro anche al variare delle condizioni esterne.


I peptidi natriuretici fino ad oggi identificati sono :

ANP  fattore natriuretico atriale detto anche peptide natriuretico atriale o ormone
          natriuretico atriale

BNP  fattore natriuretico cerebrale o peptide natriuretico cerebrale

CNP  fattore natriuretico di tipo C o peptide natriuretico C

L'ANP fu scoperto in Canada nel 1981 quando, iniettando estratti di tessuto
dell'atrio a topi di laboratorio, si evidenziò un'azione di natriuresi (incremento
dell'eliminazione di sodio con le urine).


L'ANP è prodotto e immagazzinato nelle cellule cardiache atriali e liberato nel
sangue sotto due forme :
C-terminal ANP che è la forma attiva e NT-proANP che è una forma inattiva
ma molto stabile.

L'ANP viene messo in circolo principalmente in seguito allo stiramento delle
pareti atriali per sovraccarico volumetrico di sangue e aumento della pressione
atriale.
L'ormone agisce legandosi a particolari recettori natriuretici chiamati NPR-A.

Le azioni principali dell'ANP sono :
- vasodilatazione
- aumento della diuresi
- incremento della produzione di ossido nitrico
- contrasto dell'attività del sistema nervoso simpatico
- inibizione dell' azione delle endoteline
- inibizione della liberazione di renina e vasopressina
- riduzione della sintesi di aldosterone

Quindi l'ANP contrasta l'azione del sistema renina- angiotensina-aldosterone
e porta ad una diminuzione del volume e della pressione del sangue e ad un
aumento della lipolisi (scissione e utilizzo delle riserve grasse dell'organismo).


Potete anche approfondire lo scompenso cardiaco leggendo :

http://www.infocardiovet.com/2014/01/lo-scompenso-cardiaco-insufficienza.html
http://www.infocardiovet.com/2015/01/angiotensina-e-scompenso-cardiaco-nel.html
http://www.infocardiovet.com/2014/12/aldosterone-e-scompenso-cardiaco-nel.htm






venerdì 11 aprile 2014

I biomarcatori cardiaci nel cane e nel gatto - prima parte

Con il termine di biomarcatore o biomarker si designa un indicatore
misurabile che può dare informazioni su una funzione fisiologica (normale)
dell'organismo, su un processo patologico o su una risposta ad una terapia.

In senso più stretto facciamo riferimento a sostanze misurabili nei liquidi 
biologici ed in particolare nel sangue come ad esempio la creatinina per
valutare la funzionalità dei reni o le transaminasi per quella del fegato.

In cardiologia sono stati studiati diversi biomarcatori per la diagnosi e
la prognosi delle malattie cardiache che sono stati divisi in sei categorie :

1) marcatori di danno cardiaco (troponine)

2) marcatori di stress (stiramento) miocardico (peptidi natriuretici)

3) marcatori di rimodellamento cardiaco (es. metalloproteinasi)

4) marcatori di disfunzione endoteliale (es. ADMA)

5) marcatori dell'infiammazione (es. fattore di necrosi tumorale, proteina
    C reattiva)

Il rimodellamento cardiaco è il processo di adattamento del cuore alla
malattia attraverso cambiamenti della struttura, della geometria, della massa
e della funzione cardiaca.

La disfunzione endoteliale è un'alterazione del normale funzionamento
dell'endotelio dovuta alla perdita di alcune caratteristiche della sua struttura
e della sua funzione.
L'endotelio è lo strato di cellule che riveste la parte più interna dei vasi
(quella a contatto con il sangue).


I biomarcatori di danno cardiaco e di stress miocardico sono utilizzati
nella clinica del cane e del gatto mentre quelli delle altre categorie non
hanno ancora applicazioni pratiche.