mercoledì 29 novembre 2017

Le miocarditi nel cane e nel gatto - settima parte

Diagnosi di miocardite


Sintomatologia

La miocardite è spesso accompagnate da diversi segni clinici nessuno
dei quali è però specifico (patognomonico) per la diagnosi della malattia.

Il sospetto diagnostico può esserci quando, oltre ai segni della malattia
primaria (es. segni dermatologici nella Leishmaniosi, febbre e anemia
nella Babesiosi), ne compaiono altri che possono essere collegati all'attività
cardiaca come soffi e aritmie all'ascoltazione, intolleranza all'esercizio,
debolezza, sincope, dispnea.
Alcuni animali non mostrano invece sintomi clinici.


Esami strumentali

Elettrocardiogramma

Può essere considerato un esame di prima istanza ma è poco specifico per
la diagnosi di miocardite.
Può invece generare il sospetto della malattia ed indirizzare verso l'esecuzione
di altri test diagnostici quali il dosaggio dei marker cardiaci, l'ecocardiografia
o l'esame Holter.

Le alterazioni elettrocardiografiche più comuni sono:
tachicardia sinusale, disturbi della conduzione atrioventricolare, intratriale
e intraventricolare, fibrillazione atriale e tachicardia ventricolare.
Nella Leishmaniosi si può rilevare aritmia sinusale, complessi atriali prematuri,
disturbi della conduzione dell'impulso elettrico, nella Borreliosi sono più
frequenti i blocchi atrioventricolari, nella malattia di Chagas i blocchi di branca
ed atrioventricolari.

Radiologia del torace

La radiologia del torace mostra rilievi variabili da alterazioni non significative
a cardiomegalia e quadri di edema interstiziale ed alveolare.

Ecocardiografia

E' un esame che può mettere in evidenza modificazioni a carico del cuore
specialmente negli animali sintomatici.
L'ecocardiografia è molto utile per escludere altre malattie cardiache che
possono essere responsabili di un quadro clinico simile (es. malattie
valvolari, cardiomiopatie primarie).

Le principali alterazioni rilevabili con l'ecocardiografia sono :
- dilatazione delle camere cardiache
- modificazione del movimento delle pareti e del setto interventricolare
  (acinesia, discinesia, ipocinesia) sia segmentale sia diffuso.
- disfunzione sistolica
- versamento pericardico









giovedì 23 novembre 2017

Disturbi della conduzione intraventricolare nel cane e nel gatto - seconda parte

Blocco di branca destro

Il blocco di branca destro determina un ritardo nell'attivazione del ventricolo
destro e può essere completo quando avviene nella sua porzione prossimale
(alta) ed incompleto quando è più distale (basso) ed interessa la porzione
periferica.
La branca destra è più soggetta a lesioni rispetto alla sinistra in quanto
è più lunga, più stretta e senza diramazioni.

Cause di blocco di branca destro
- difetti cardiaci congeniti
- cardiomiopatie
- malattia valvolare cronica
- miocarditi (es. malattia di Chagas)
- filariosi
- malattia polmonare ostruttiva cronica
- tromboembolismo polmonare
- neoplasie cardiache
- ernia peritoneo-pericadio-diaframmatica
- trauma toracico
- valvuloplastica della valvola polmonare

Rilievi elettrocardiografici blocco completo
- onda P con asse sinusale (normale)
- intervallo PQ in genere normale
- QRS di durata maggiore di 80 msec. nel cane e di 60 msec. nel gatto
- onda R positiva nelle derivazioni aVR e aVL
- onda S negativa ed ampia nelle derivazioni  I, II, III, aVF e nelle
  precordiali da V2 a V6 e in V10.
- asse elettrico medio con deviazione assiale destra

Nel blocco incompleto stesse caratteristiche tranne la durata del complesso
QRS che è inferiore nel cane a 80 msec.

La terapia del blocco di branca destro è diretta verso la patologia sottostante.


Blocco del fascicolo anteriore

Il fascicolo anteriore è una delle due divisione della branca sinistra.
E' maggiormente interessato da disturbi della conduzione rispetto al
fascicolo posteriore perché più lungo e sottile e quindi più vulnerabile.
Rappresenta il disturbo di conduzione più frequente nel cane e nel gatto.

Le cause principali del blocco del fascicolo anteriore sono date dalle
cardiomiopatie (ipertrofica e restrittiva nel gatto) e da altre malattie
che causano ipertrofia ventricolare (es. stenosi aortica o subaortica).

Rilievi elettrocardiografici
- onda P con asse sinusale (normale)
- complesso QRS di durata generalmente normale
- onda R alta nelle derivazioni aVL e I
- onda S profonda nelle derivazioni II, III, aVF e V5

La terapia del blocco del fascicolo anteriore è diretta verso la malattia
sottostante.








giovedì 16 novembre 2017

Le miocarditi nel cane e nel gatto - sesta parte

Miocarditi tossiche

Tra le miocarditi tossiche vengono descritte la miocardite da veleno di vipera
e la miocardite da antracicline.


Miocardite da veleno di vipera

In italia sono presenti cinque specie di vipere : la vipera comune, il marasso,
la vipera del corno, la vipera dell'Orsini e, scoperta recentemente, la vipera
dei Walser.

La vipera comune è diffusa in tutta Italia tranne la Sardegna.
Il marasso è presente nell'Italia settentrionale.
La vipera del corno è diffusa nell'Italia nord-orientale.
La vipera dell'Orsini vive in diverse aree dell''Appennino centrale.
La vipera dei Walser è presente in Piemonte.

La tossicità acuta del veleno interessa soprattutto la coagulazione del sangue
e la pressione sanguigna (mediata da fosfodiesterasi e bradichinina) mentre
gli effetti citotossici (sulle cellule) provocati da diversi enzimi (proteasi,
aminossidasi, ialuronidasi, enzima ATP bloccante) intervengono in un
secondo momento e sono più duraturi.
Gli effetti neurotossici (sul sistema nervoso) sono invece molto meno evidenti
rispetto a quelli di altri serpenti (es. cobra).

Il veleno agisce anche a livello del miocardio (muscolo cardiaco) determinando
un danno alle cellule (cardiomiociti) probabilmente attraverso più meccanismi
quali un'attività tossica, un'infiammazione generalizzata e lo sviluppo di
alterazioni circolatorie.
Il danno miocardico viene riportato in circa un terzo dei cani morsicati.
I soggetti possono presentare aritmie (soprattutto ventricolari) nei giorni
successivi al morso.
Non si conosce l'effetto della miocardite sulla mortalità.


Miocardite da antracicline

Le antracicline sono una classe di antibiotici che vengono utilizzati nell'uomo,
nel cane e nel gatto come farmaci antitumorali in quanto inibiscono la sintesi
degli acidi nucleici delle cellule.
Tra le antracicline troviamo la doxorubicina, la daunorubicina, la idarubicina,
la epirubicina.

La doxorubicina è il farmaco di questa classe più utilizzato nell'uomo, nel
cane e nel gatto.
Presenta una tossicità acuta con insorgenza di aritmie e una cronica che
determina lo sviluppo di una cardiomiopatia di tipo dilatativo.
La tossicità sembra legata al dosaggio del farmaco (dose-dipendente).
Si ritiene inoltre che la frequenza cardiaca al momento della sua
somministrazione influenzi la tossicità che è minore per frequenze
più basse.

Il meccanismo della cardiotossicità non è ben conosciuto ma si suppone
che la formazione di radicali liberi possa portare alla perossidazione dei lipidi
contenuti nelle membrane cellulari che risultano così danneggiate.

I segni clinici della malattia sono determinati dallo sviluppo di aritmie e di
cardiomiopatia dilatativa con insufficienza cardiaca congestizia e presenza
di intolleranza all'esercizio, debolezza, dispnea, tosse, epatomegalia ed ascite.

Le alterazioni istologiche del miocardio sono date da miocitolisi,
degenerazione vacuolare dei cardiomiociti più frequente a livello del
ventricolo sinistro, fibrosi miocardica, arteriosclerosi coronarica intramurale
e atrofia cellulare.







domenica 12 novembre 2017

Ebook sulla cardiomiopatia ipertrofica del gatto

La cardiomiopatia ipertrofica è la malattia cardiaca più frequente del
gatto.
Una diagnosi precoce della patologia permette di trattarla adeguatamente
con la possibilità di migliorare la qualità della vita e la sopravvivenza del
gatto.

L'ebook "La cardiomiopatia ipertrofica del gatto" offre informazioni
sulla epidemiologia, sintomatologia, diagnosi strumentale, terapia e
prognosi di questa malattia.
La spiegazione dei termini medici difficili permette una proficua lettura
anche alle persone che non hanno una specifica preparazione medica.

L'ebook in formato PDF può essere acquistato cliccando sul link
sottostante :
http://www.infocardiovet.eu/cardiomiopatia-ipertrofica-gatto.html



sabato 11 novembre 2017

L'edema polmonare nel cane e nel gatto - terza parte

Esami diagnostici per l'edema polmonare cardiogeno


RADIOGRAFIA DEL TORACE

La radiografia  del torace è l'esame più importante per la diagnosi dell'edema
polmonare cardiogeno.
Questo esame richiede, però, alcuni requisiti per potere essere interpretato
correttamente :
1) la radiografia deve essere di buona qualità
2) l'animale deve essere posizionato in modo corretto sul tavolo radiografico
3) la radiografia deve essere eseguita possibilmente a fine inspirazione perchè
    il contenuto di aria nei polmoni è maggiore.
4) la radiografia non deve contenere artefatti

Vengono eseguite radiografie sagittali (ventro-dorsale o dorso-ventrale) con
rispettivamente la schiena o l'addome ed il torace a contatto con il tavolo
dell'apparecchio radiografico e radiografie laterali di solito con la parte destra
del corpo a contatto con il tavolo.

Nella radiografia vengono valutati :
1) le dimensioni del cuore
2) i vasi polmonari (vene ed arterie polmonari)
3) il parenchima polmonare


Dimensioni del cuore

Bisogna ricercare la cardiomegalia (aumento delle dimensioni del cuore)
ed in particolare la dilatazione dell'atrio sinistro.
La cardiomegalia è più facile da rilevare in malattie che determinano un
ingrandimento delle camere cardiache (es. malattia valvolare cronica del
cane, cardiomiopatia dilatativa, alcune malattie congenite) rispetto ad
altre patologie dove la cardiomegalia è meno evidente (es. cardiomiopatia
ipertrofica, pericardite costrittiva, patologie cardiache acute).


Vasi polmonari

Con l'insorgenza di insufficienza cardiaca congestizia le vene polmonari
tendono a presentarsi di calibro maggiore rispetto alle corrispondenti
arterie.
Bisogna però tenere presente che, mano a mano che l'edema polmonare
si sviluppa, queste strutture tendono ad essere oscurate per cui può
risultare difficile distinguere la loro dilatazione.

Vene lobari craniali
Vengono valutate nella proiezione laterale
Vene lobari caudali
Vengono valutate nelle proiezioni sagittali


Parenchima polmonare

Il parenchima è quell'area del polmone intorno all'albero bronchiale che
è formata dai lobuli polmonari.
Il suo esame permette la rilevazione dell'edema polmonare interstiziale
e alveolare.

Edema interstiziale
L'edema interstiziale è dato da un accumulo di fluidi nello spazio interstiziale
polmonare (tessuto connettivo intorno agli alveoli) in seguito al quale scompare
il normale contrasto tra l'aria contenuta nei polmoni e i tessuti contigui con il
parenchima che tende ad assumere un'opacità a "vetro smerigliato".
In alcuni cani le pareti dei bronchi appaiono più evidenti (radiopache) per
l'accumulo di liquido nel loro spessore e così pure le aree intorno ai bronchi
(edema peribronchiale).
I margini delle arterie e vene polmonari tendono a diventare indistinti.

Edema alveolare
Quando gli alveoli sono inondati dal liquido, la radiografia mostra aree
polmonari, più o meno estese, radiopache (biancastre).
All'interno di queste aree possono essere presenti delle linee radiotrasparenti
(più scure) che rappresentano bronchi ancora ripieni di aria (broncogrammi
aerei).
I margini dei vasi polmonari non sono in genere distinguibili.

Nel cane l'edema polmonare si sviluppa intorno all'ilo (edema perilare)
e nelle forme più avanzate si presenta il più delle volte generalizzato
e simmetrico. In alcuni soggetti può essere asimmetrico e con maggiore
interessamento dei campi polmonari destri.

Nel gatto l'edema polmonare si presenta più spesso in forma irregolarmente
diffusa e meno frequentemente in forma uniformemente diffusa o focale.








sabato 4 novembre 2017

Le miocarditi nel cane e nel gatto - quinta parte

MIOCARDITI PARASSITARIE

Miocardite da Babesia

La babesiosi, una malattia protozoaria che colpisce il cane e sporadicamente
il gatto, è causata da Babesia canis e Babesia gibsoni ed è trasmessa
attraverso il morso della zecca.
E' una malattia diffusa in tutti i continenti.

La babesiosi può decorrere in forma acuta, cronica o atipica.

Durante l'infezione acuta si può rilevare tachicardia, tachipnea, febbre,
anemia, mucose pallide, depressione del sensorio, anoressia, debolezza,
ittero, epato-splenomegalia, vomito e anche emoglobinuria.
Nell'infezione cronica si manifestano anoressia, dimagramento, febbre
intermittente, artriti, miositi.
Nell'infezione atipica si rilevano segni neurologici. disturbi oculari,
gastroenterici.
Può anche essere presente una forma cronica subclinica (senza sintomi).

Le lesioni cardiache evidenziano focolai di necrosi miocardica, emorragie 
sottoendocardiche e sottoepicardiche, idropericardio o emopericardio.
Sono presenti alterazioni del tracciato elettrocardiografico.
Esiste una correlazione tra la concentrazione della troponina cardiaca I
(che rileva il danno cardiaco) e la gravità della sintomatologia clinica,
il tempo di sopravvivenza e le alterazioni istologiche cardiache.


Miocardite da Neospora

La neosporosi è una malattia causata dal protozoo Neospora caninum
che è simile morfologicamente al Toxoplasma gondii.
Il cane ed i canidi selvatici sono gli ospiti definitivi e gli ungulati domestici
e selvatici gli ospiti intermedi del parassita.

Il cane si infetta ingerendo le carni infettate con cisti dei bradizoiti della
neospora (forma del parassita a lenta moltiplicazione) o introducendo cibo
contaminato dalle oocisti infettanti (eliminate con la feci dei cani) oppure
con il passaggio dei tachizoiti (forma del parassita in rapida moltiplicazione)
dalla madre ai cuccioli attraverso la placenta.

La neosporosi che colpisce i cuccioli (neosporosi neonatale) si manifesta
dopo la nascita e di solito entro i sei mesi d'età.
Le manifestazioni cliniche in questi soggetti sono soprattutto a carico del
sistema nervoso e muscolare.
Alcuni cuccioli possono morire mentre altri sviluppano contratture muscolari,
dolore alla palpazione dei muscoli lombari e del quadricipite femorale, andatura
rigida, iperestensione degli arti, atrofia muscolare e paralisi ascendente degli
arti posteriori.
Anche i cani adulti possono evidenziare segni neuromuscolari.

Manifestazioni atipiche della malattia sono date da tosse, disfagia,
megaesofago, polmonite, pancreatite, flebite e dermatite nodulare
e/o ulcerativa.

In letteratura sono riportati alcuni casi di miocardite nel cane causata da
Neospora canis.