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mercoledì 3 aprile 2013

Nutraceutici del cuore nel cane e nel gatto - prima parte

I nutraceutici, termine coniato nel 1989 da Stephen De Felice, sono
sostanze contenute nel cibo che hanno una dimostrata attività nella
prevenzione e trattamento delle malattie.
La parola nutraceutico è data dalla fusione di nutrizionale e farmaceutico.

Anche nella cardiologia del cane e del gatto ci sono sostanze nutraceutiche
come la taurina, la carnitina, il coenzima 10 e gli acidi grassi omega 3 e
omega 6.

La taurina è un aminoacido (costituente delle proteine) la cui deficienza può
portare allo sviluppo di alcune malattie.

Sono riportate diverse azioni nell'organismo da parte della taurina :

1) attività sull'osmolarità cellulare per impedire l'eccessiva concentrazione
    o diluizione dei fluidi intracellulari e quindi regolare il volume delle cellule
   
 2) partecipazione alla sintesi degli acidi biliari

2) contrasto dei radicali liberi  con azione antiossidante e probabile prevenzione
    dell'apoptosi (morte cellulare programmata).

3) attività di modulazione della concentrazione del calcio nella cellula
    (importante per il funzionamento del cuore).

4) probabile attività sulle proteine contrattili (actina e miosina) del cuore.

5) interazione con il sistema RAAS (sistema renina-angiotensina-aldosterone)
    che si attiva nell'insufficienza cardiaca.


La taurina è presente soprattutto in determinati organi che risultano
danneggiati dalla sua carenza : sistema nervoso centrale, retina, cuore,
muscolatura scheletrica.

La deficinza di taurina è stata segnalata sia nel cane sia nel gatto ma in
quest'ultimo assume una particolare importanza.

Nel gatto la sua deficienza è causata dalla bassa concentrazione dell'enzima
CSA-D (cisteinsolfinico decarbossilasi) che partecipa alla sintesi della taurina
per cui, se questa non è presente in quantità sufficiente nel cibo, il gatto va
incontro a un deficit dell'aminoacido.

Il cane riesce meglio a supplire alla carenza di taurina nella dieta perché è
maggiore l'attività del CSA-D.

venerdì 10 agosto 2012

La cardiomiopatia dilatativa del gatto - prima parte

La cardiomiopatia dilatativa del gatto (sigla in inglese DCM) è stata la
seconda miocardiopatia più diffusa fino al 1987 quando si è scoperto che,
nella maggior parte dei casi, la sua causa era data dalla carenza nella dieta
della taurina (un aminoacido).

Da allora, con l'integrazione della taurina nel cibo, la cardiomiopatia dilatativa
è diventata piuttosto rara e si è visto che si può anche avere la regressione
della malattia in atto, cosa che invece non avviene con la patologia della
retina, anch'essa causata da deficienza di taurina.

Oggi la carenza di taurina è rara in quanto le diete commerciali sono
integrate in modo soddisfacente.
Potrebbe però presentarsi in gatti alimentati con diete casalinghe, con
diete vegetariane, con cibi per cani.
Inoltre si è notato che non tutti i gatti con carenza di taurina sviluppano
la DCM.

Rimane comunque una piccola parte di soggetti che non presenta deficienza
di taurina ma che può avere la DCM e nei quali non si riscontra una causa
apparente di malattia (cardiomiopatia dilatativa idiopatica).
Per quest'ultima forma sono state proposte cause tossiche, infettive,
metaboliche.
E' probabile, come dimostrato nel cane e nell'uomo, che ci siano anche
difetti genetici trasmessi per via ereditaria alla base dello sviluppo della malattia.