mercoledì 17 agosto 2011

La cardiomiopatia restrittiva idiopatica del gatto - prima parte

La cardiomiopatia restrittiva (in inglese RCM cioè restrictive cardiomyopathy)
è la miocardiopatia più frequente dopo quella ipertrofica (sigla inglese HCM).

E' caratterizzata da un' alterazione del riempimento del ventricolo sinistro
(disfunzione diastolica), mentre la funzione sistolica (quando il cuore si
contrae ed espelle il sangue) è in genere mantenuta.

La cardiomiopatia restrittiva è causata dalla proliferazione di tessuto fibroso
che va a sostituire quello normale a livello di endocardio, subendocardio e
miocardio determinando una progressiva rigidità delle pareti del cuore.
Il riempimento del ventricolo sinistro è rapido e si blocca quasi all'improvviso.
L'aumento delle pressioni di riempimento porta a dilatazione anche accentuata
dell'atrio sinistro e può esitare nello sviluppo di edema polmonare o versamento
pleurico.
In genere è più interessato il cuore sinistro ma si può notare anche un certo
coinvolgimento  del cuore destro.

Sono state avanzate diverse ipotesi sull'origine della RCM quali cause
virali, tossiche, immunomediate, da sindrome eosinofilica ma a tutt'oggi
non si conosce la vera causa e pertanto la malattia viene definita idiopatica.

Non sembra esserci predisposizione di razza mentre sono più colpiti i gatti
adulti e anziani.

La diagnosi viene fatta con l'ecocardiografia anche se alle volte risulta
difficile differenziarla da altre cardiomiopatie mentre una diagnosi di certezza
è raggiunta con l'esame postmortem dove possiamo trovare aree diffuse
o localizzate di tessuto fibroso che interessano sia l'endocardio che il miocardio.
Si rilevano inoltre aderenze fibrose a livello dei muscoli papillari, distorsione
e fusione delle corde tendinee e dei lembi della valvola mitrale.