martedì 31 gennaio 2017

Le tachicardie sopraventricolari nel cane e nel gatto - prima parte

Le tachicardie sopraventricolari sono un gruppo di aritmie che fanno parte
delle alterazioni del ritmo sopraventricolare.

Per manifestarsi richiedono la presenza di particolari strutture come il miocardio
atriale, il seno coronarico, le vene polmonari, le vene cave, le vie accessorie
atrioventricolari, il nodo atrio-ventricolare.

Le tachicardie sopraventricolari presentano una frequenza maggiore a 180 battiti
per minuto nel cane, 220 nei cuccioli e 240 nei gatti.

Il meccanismo che le origina (aritmogenesi) può essere l'esaltato automatismo,
l'attività d'innesco (triggered) od il rientro.

I complessi QRS dell'elettrocardiogramma si presentano normali (QRS stretti)
di durata inferiore ai 70 msec. nel cane e di 40 msec nel gatto.


Le tachicardie sopraventricolari vengono classificate come :

- tachicardia sinusale
- tachicardia atriale focale
- tachicardia atriale multifocale
- tachicardia giunzionale focale non parossistica
- tachicardia mediata da vie accessorie atrioventricolari
- flutter atriale
- fibrillazione atriale

Alcuni autori non comprendono la fibrillazione atriale nelle tachicardie
sopraventricolari.


Le cause che provocano le tachicardie sopraventricolari sono numerose
e possono essere cardiache od extracardiache :

cause cardiache
malattie valvolari croniche
miocarditi
cardiomiopatie
dilatazioni atriali
neoplasie cardiache
malattie cardiache congenite
ischemia miocardica
farmaci antiaritmici (es. digossina)
presenza di vie accessorie atrioventricolari
interventi di cardiochirurgia

cause extracardiache
anemia
ipossia
ipovolemia
malattie polmonari
squilibri elettrolitici
anestesia generale
aumento del tono simpatico (eccitamento, paura, esercizio)