Nella malattia aritmogena del ventricolo destro del gatto (ARVC)
l'ecocardiografia può mostrare una dilatazione anche marcata del
ventricolo destro e dell'atrio destro.
Può anche essere evidenziata un'alterazione della trabecolatura muscolare
(fasci muscolari evidenti sulla superficie interna) del ventricolo e dilatazioni
aneurismatiche (dilatazioni circoscritte del ventricolo con assottigliamento della
parete).
Può essere presente setto paradosso (spostamento del setto verso il ventricolo
sinistro) per aumento della pressione nel ventricolo destro.
Spesso è visibile un rigurgito della tricuspide, che è per lo più lieve, per
dilatazione dell'anello valvolare.
Nelle fasi più avanzate della malattia può comparire interessamento della parte
sinistra del cuore con dilatazione sia dell'atrio sia del ventricolo sinistro.
La diagnosi differenziale va posta soprattutto con la displasia (malformazione)
della tricuspide.
La terapia della ARVC nella fase acuta è simile a quella delle altre cardiomiopatie
e verrà descritta in un prossimo post.
La terapia cronica si avvale dell'utilizzo dei diuretici come la furosemide e degli
Ace-inibitori (ramipril, benazepril, enalapril) nel caso di insufficienza cardiaca
congestizia destra.
Per l'insufficienza miocardica (diminuzione della contrattilità cardiaca) si possono
utilizzare la digossina o il pimobendan.
Le aritmie sono trattate con la lidocaina per gli episodi acuti di tachicardia
ventricolare, mentre per la loro prevenzione è stato proposto il sotalolo
(un beta-bloccante con particolari caratteristiche).
In presenza di tachicardie sopraventricolari viene usata la digossina,
da sola o assieme al diltiazem (un calcio bloccante) o all'atenololo
(un beta-bloccante).
Per la prevenzione del tromboembolismo polmonare può essere eseguita
una terapia anticoagulante.
Per i dosaggi dei farmaci potete consultare il post sulla terapia della
cardiomiopatia dilatativa.
La prognosi della malattia è riservata o infausta. La maggior parte dei soggetti
con insufficienza cardiaca destra o tromboembolismo muore entro un mese dalla
diagnosi.
lunedì 25 febbraio 2013
giovedì 21 febbraio 2013
Le fistole artero-venose nel cane e nel gatto
Le fistole artero-venose sono delle comunicazioni tra arterie e vene senza
l'interposizione del normale sistema capillare dove il sangue passa dal circolo
arterioso a pressione più alta a quello venoso a pressione più bassa.
Nella maggior parte dei casi sono coinvolti gli arti ma può essere interessata
qualsiasi parte del corpo.
Le fistole artero-venose si dividono in congenite ed acquisite.
Le fistole congenite (già presenti alla nascita) possono essere singole o multiple.
L'esempio più comune è il dotto arterioso pervio che rappesenta una delle
tre patologie congenite cardiache più frequenti nel cane ed è presente anche
nel gatto.
Le fistole acquisite sono di solito singole e possono essere causate da traumi,
da complicanze per manovre mediche invasive, da tumori e da infezioni.
In questa patologia il flusso di sangue arterioso diminuisce a valle della fistola
e quindi, per mantenere una adeguata irrorazione sanguigna, viene attivata una
circolazione collaterale sostenuta da arteriole che non sono normalmente
utilizzate.
La quantità di sangue, che attraverso la fistola passa nel circolo venoso e
aumenta il flusso di ritorno al cuore destro, è determinata principalmente
dalla grandezza della fistola, dalla grandezza dell'arteria interessata e dalla
velocità del sangue prima della fistola.
Incrementa anche il volume di sangue che esce dal ventricolo destro e si dirige
ai polmoni e quello che dai polmoni ritorna al cuore sinistro e che viene poi
espulso in aorta.
Si ha quindi un aumento della gittata sistolica (quantità di sangue espulsa ad
ogni battito), della portata cardiaca (quantità di sangue espulsa in un minuto),
un sovraccarico volumetrico di sangue nel cuore e lo sviluppo di ipertrofia
eccentrica (dilatazione delle camere cardiache).
Nel tempo si può sviluppare insufficienza cardiaca congestizia destra,
edema polmonare e anche insufficienza miocardica (diminuzione della
contrattilità del cuore).
l'interposizione del normale sistema capillare dove il sangue passa dal circolo
arterioso a pressione più alta a quello venoso a pressione più bassa.
Nella maggior parte dei casi sono coinvolti gli arti ma può essere interessata
qualsiasi parte del corpo.
Le fistole artero-venose si dividono in congenite ed acquisite.
Le fistole congenite (già presenti alla nascita) possono essere singole o multiple.
L'esempio più comune è il dotto arterioso pervio che rappesenta una delle
tre patologie congenite cardiache più frequenti nel cane ed è presente anche
nel gatto.
Le fistole acquisite sono di solito singole e possono essere causate da traumi,
da complicanze per manovre mediche invasive, da tumori e da infezioni.
In questa patologia il flusso di sangue arterioso diminuisce a valle della fistola
e quindi, per mantenere una adeguata irrorazione sanguigna, viene attivata una
circolazione collaterale sostenuta da arteriole che non sono normalmente
utilizzate.
La quantità di sangue, che attraverso la fistola passa nel circolo venoso e
aumenta il flusso di ritorno al cuore destro, è determinata principalmente
dalla grandezza della fistola, dalla grandezza dell'arteria interessata e dalla
velocità del sangue prima della fistola.
Incrementa anche il volume di sangue che esce dal ventricolo destro e si dirige
ai polmoni e quello che dai polmoni ritorna al cuore sinistro e che viene poi
espulso in aorta.
Si ha quindi un aumento della gittata sistolica (quantità di sangue espulsa ad
ogni battito), della portata cardiaca (quantità di sangue espulsa in un minuto),
un sovraccarico volumetrico di sangue nel cuore e lo sviluppo di ipertrofia
eccentrica (dilatazione delle camere cardiache).
Nel tempo si può sviluppare insufficienza cardiaca congestizia destra,
edema polmonare e anche insufficienza miocardica (diminuzione della
contrattilità del cuore).
domenica 17 febbraio 2013
La cardiomiopatia dilatativa del gatto - terza parte
La terapia della fase acuta della cardiomiopatia dilatativa del gatto
è simile a quella delle altre cardiomiopatie e verrà trattata in un
prossimo post.
La terapia cronica comprende il controllo dell'insufficienza cardiaca
congestizia e della disfunzione sistolica.
L'insufficienza cardiaca congestizia è l'incapacità del cuore a fornire
un'adeguata quantità di sangue per le necessità dell'organismo in presenza
di accumulo di liquidi nel polmone e/o negli organi addominali e nei tessuti
periferici.
La disfunzione sistolica è la diminuzione della capacità di pompa del cuore.
Vengono pertanto somministrati (i dosaggi dei farmaci sono quelli riportati
in letteratura) :
- diuretici, di solito la furosemide, al dosaggio minimo efficace da 1 mg/kg
una volta al giorno a 3mg/kg tre volte al giorno.
- ACE-inibitori con attività vasodilatatrice che diminuisce il postcarico
(forza che si oppone alla contrazione del cuore) e di ostacolo alla ritenzione
dei liquidi.
Per uso veterinario sono disponibili il benazepril, l'enalapril e il ramipril.
- pimobendan con azione inodilatatrice cioè vasodilatrice e inotropa
positiva (aumento della contrattilità).
Il dosaggio è di 0,25 mg/kg ogni 12 ore.
- digossina , farmaco inotropo positivo che provoca anche la diminuzione
della frequenza cardiaca.
- spironolattone che è un diuretico e contrasta la perdita di potassio
favorita dalla furosemide e possiede anche un'azione antifibrotica.
- Taurina : viene somministrata a tutti i gatti fino a quando non è nota la sua
concentrazione nel sangue.
Una volta conosciuto questo valore, la taurina è continuata in quelli che hanno
la concentrazione bassa e in quelli nei quali questo valore non è disponibile,
a 250 mg/kg ogni 12 ore per via orale.
Nei gatti che hanno una concentrazione normale, viene esclusa la presenza di
DCM da carenza di taurina e formulata una diagnosi di DCM idiopatica
(da causa sconosciuta).
Per la prevenzione dei fenomeni tromboembolici vengono utilizzati l'acido
acetilsalicilico al dosaggio di 75 mg/gatto ogni 48-72 ore o il clopidogrel
a 18.75 mg/gatto una volta al giorno.
Questi due farmaci possono anche essere somministrati assieme.
Nei pazienti che hanno già avuto episodi tromboembolici può essere impiegata
la dalteparina a 100 U.I./kg una o due volte al giorno.
Per il controllo delle aritmie :
- digossina per tachicardie atriali o fibrillazione atriale,da sola o assieme a
diltiazem o un beta-bloccante con monitoraggio attento del paziente perché,
soprattutto i beta-bloccanti, hanno un 'azione inotropa negativa (deprimono la
contrattilità del cuore).
- Le aritmie ventricolari possono essere controllate con la lidocaina per gli
episodi acuti (fino a 1mg/kg in bolo) mentre per la terapia a lungo termine
è stato proposto l'utilizzo dell'esmololo (un betabloccante) ma non in presenza
di insufficienza cardiaca congestizia.
è simile a quella delle altre cardiomiopatie e verrà trattata in un
prossimo post.
La terapia cronica comprende il controllo dell'insufficienza cardiaca
congestizia e della disfunzione sistolica.
L'insufficienza cardiaca congestizia è l'incapacità del cuore a fornire
un'adeguata quantità di sangue per le necessità dell'organismo in presenza
di accumulo di liquidi nel polmone e/o negli organi addominali e nei tessuti
periferici.
La disfunzione sistolica è la diminuzione della capacità di pompa del cuore.
Vengono pertanto somministrati (i dosaggi dei farmaci sono quelli riportati
in letteratura) :
- diuretici, di solito la furosemide, al dosaggio minimo efficace da 1 mg/kg
una volta al giorno a 3mg/kg tre volte al giorno.
- ACE-inibitori con attività vasodilatatrice che diminuisce il postcarico
(forza che si oppone alla contrazione del cuore) e di ostacolo alla ritenzione
dei liquidi.
Per uso veterinario sono disponibili il benazepril, l'enalapril e il ramipril.
- pimobendan con azione inodilatatrice cioè vasodilatrice e inotropa
positiva (aumento della contrattilità).
Il dosaggio è di 0,25 mg/kg ogni 12 ore.
- digossina , farmaco inotropo positivo che provoca anche la diminuzione
della frequenza cardiaca.
- spironolattone che è un diuretico e contrasta la perdita di potassio
favorita dalla furosemide e possiede anche un'azione antifibrotica.
- Taurina : viene somministrata a tutti i gatti fino a quando non è nota la sua
concentrazione nel sangue.
Una volta conosciuto questo valore, la taurina è continuata in quelli che hanno
la concentrazione bassa e in quelli nei quali questo valore non è disponibile,
a 250 mg/kg ogni 12 ore per via orale.
Nei gatti che hanno una concentrazione normale, viene esclusa la presenza di
DCM da carenza di taurina e formulata una diagnosi di DCM idiopatica
(da causa sconosciuta).
Per la prevenzione dei fenomeni tromboembolici vengono utilizzati l'acido
acetilsalicilico al dosaggio di 75 mg/gatto ogni 48-72 ore o il clopidogrel
a 18.75 mg/gatto una volta al giorno.
Questi due farmaci possono anche essere somministrati assieme.
Nei pazienti che hanno già avuto episodi tromboembolici può essere impiegata
la dalteparina a 100 U.I./kg una o due volte al giorno.
Per il controllo delle aritmie :
- digossina per tachicardie atriali o fibrillazione atriale,da sola o assieme a
diltiazem o un beta-bloccante con monitoraggio attento del paziente perché,
soprattutto i beta-bloccanti, hanno un 'azione inotropa negativa (deprimono la
contrattilità del cuore).
- Le aritmie ventricolari possono essere controllate con la lidocaina per gli
episodi acuti (fino a 1mg/kg in bolo) mentre per la terapia a lungo termine
è stato proposto l'utilizzo dell'esmololo (un betabloccante) ma non in presenza
di insufficienza cardiaca congestizia.
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Pierre Auguste Renoir - Donna con gatto |
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