mercoledì 7 maggio 2014

Scompenso cardiaco nel cane e nel gatto - settima parte

In questo post vengono descritte le linee guida proposte dall'ACVIM (American
College of Veterinary Internal Medicine) per la terapia farmacologica cronica
della malattia valvolare del cane in classe C di scompenso cardiaco.
I soggetti in classe C presentano alterazioni cardiache e hanno o hanno avuto
sintomi clinici di insufficienza cardiaca.

I cardiologi veterinari hanno raggiunto consenso unanime per l'impiego
terapeutico di :

- furosemide al dosaggio da 1-2 mg/Kg ogni 12 ore a 4-6 mg/Kg ogni 8 ore
   per via orale.
   Se il soggetto era già in terapia con questo farmaco per un episodio acuto
   della malattia, la furosemide viene continuata al dosaggio medio di 2 mg/Kg
   ogni 12 ore per via orale.
   Se, con appropriata terapia, sono necessarie dosi  uguali o maggiori ai 6 mg/Kg
   ogni 12 ore per mantenere stabile l'animale, significa che la malattia sta
   progredendo alla classe D di scompenso.
   E' consigliato il controllo della funzionalità renale e degli elettroliti del sangue.

- ace inibitore (es. enalapril a 0.5 mg/Kg ogni 12 ore per via orale) con
   controllo della creatinina e degli elettroliti dopo 3-7 giorni dall'inizio della 
   sua somministrazione.

- pimobendan a 0.25-0.3 mg/Kg ogni 12 ore per via orale

- non viene consigliato l'utilizzo di beta-bloccanti se l'animale presenta
   segni o sintomi di insufficienza cardiaca.

- nessun cardiologo utilizza, nella terapia cronica, la nitroglicerina di routine.

- viene infine raccomandato il controllo del peso corporeo, dell'appetito, 
   della frequenza cardiaca e di quella respiratoria.

Non è stato raggiunto invece unanime consenso sull'utilizzo di questi farmaci :

- spironolattone il cui uso è consigliato dalla maggioranza dei cardiologi
   a 2 mg/Kg al giorno per via orale per l'azione di contrasto dell'attività
   dell'aldosterone.
  

- digossina (0.0025-0,005 mg/Kg ogni 12 ore per via orale con concentrazioni
   ottimali nel sangue, dopo 8 ore dalla somministrazione, di 0.8-1.5 ng/ml.
   La maggioranza dei cardiologi la consiglia, in presenza di fibrillazione atriale
   persistente, per diminuire la frequenza cardiaca.
   Alcuni cardiologi la prescrivono anche in assenza di tachiaritmie
   sopraventricolari se non ci sono controindicazioni al suo utilizzo
   (es. aumento della creatinina nel sangue, scarsa collaborazione
   da parte del proprietario).

- utilizzo dei beta bloccanti in pazienti stabilizzati, iniziando con dosaggi bassi,
   per sfruttare la loro potenziale azione protettiva sul miocardio e di contrasto
   del rimodellamento.
   La maggioranza dei cardiologi consiglia di continuare la somministrazione di
   beta bloccanti anche nei soggetti che già li assumevano prima di entrare nella
   classe C di scompenso cardiaco.

- alcuni cardiologi preferiscono somministrare diltiazem per il controllo cronico
   della frequenza cardiaca in presenza di fibrillazione atriale.

- in alcuni soggetti qualche cardiologo ritiene utile la somministrazione di
   broncodilatatori e farmaci per ridurre la tosse.

Potete anche leggere il post sulla terapia acuta dei cani in classe C di
scompenso cliccando sul sottostante link :
http://www.infocardiovet.com/2014/04/scompenso-cardiaco-nel-cane-e-nel-gatto_27.html