lunedì 30 giugno 2014

La trasposizione completa delle grandi arterie nel cane e nel gatto - terza parte

La terapia della trasposizione delle grandi arterie può essere palliativa
o chirurgica radicale e risolutiva.
Queste terapie sono o sono state eseguite nell'uomo ma è molto probabile
che in futuro possano essere effettuate anche in medicina veterinaria.

La terapia palliativa si esegue con diverse modalità tra cui :

1) iniezione endovenosa di prostaglandine (PGE 1) per mantenere aperto
    il dotto arterioso (anche per diversi giorni dopo la nascita), e permettere
    il mescolamento del sangue non ossigenato che scorre nell'aorta con
    quello ossigenato presente in arteria polmonare.
2) atriosettotomia per creare una comunicazione adeguata tra gli atri per
    avere un mescolamento del sangue (manovra di Rushkind con catetere
    con palloncino). E' una procedura che può essere necessaria nelle
    prime ore di vita.
3) in presenza di difetto del setto interventricolare (comunicazione tra i due
    ventricoli) e di stenosi (restringimento) grave della valvola polmonare,
    si crea una comunicazione (shunt sistemico-polmonare) tra l'arteria
    succlavia ed il corrispondente ramo dell'arteria polmonare per aumentare
    il flusso sanguigno polmonare.
4) banding (bendaggio) dell'arteria polmonare per ridurre il volume di
    sangue che dal ventricolo destro va in arteria polmonare principale.
 
La terapia chirurgica radicale prevede :

Lo switch arterioso (intervento di Jatene, correzione anatomica) che
consiste nel riportare le arterie nella loro normale posizione con spostamento
anche delle arterie coronarie.
In questo modo si ristabilisce la connessione corretta tra il ventricolo e il vaso
arterioso (ventricolo destro-arteria polmonare, ventricolo sinistro-arteria aorta).
L'intervento è eseguito nelle prime settimane di vita ed è gravato da una
mortalità  precoce del 4% circa e del 3% circa a lungo termine.
La quasi totalità dei pazienti è senza sintomi a venti anni di distanza.
.
Se l'intervento non può essere eseguito precocemente (es. per diagnosi tardiva,
per infezione neonatale), si può impiegare la chirurgia tra i tre e i sei mesi di vita
con l'intervento secondo Mustard o Senning o con quello di Rastelli.

Nell'intervento secondo Mustard (correzione fisiologica) viene rimosso il setto
interatriale e, attraverso l'utilizzo di una placca (patch) di pericardio, il flusso di
sangue dalle vene cave (vena cava superiore e inferiore con sangue poco ossigenato)
viene indirizzato verso la valvola mitrale ed il ventricolo sinistro e da qui ai polmoni
attraverso l'arteria polmonare mentre il flusso proveniente dalle vene polmonari
(sangue ossigenato) viene diretto verso il ventricolo destro e quindi nell'arteria aorta.

L'intervento di Rastelli viene eseguito in presenza di difetto del setto
interventricolare e di stenosi della valvola polmonare con una connessione tra
il ventricolo destro e l'arteria polmonare ottenuto con l'impiego di un condotto
artificiale (protesico) mentre il sangue presente nel tratto di efflusso (di uscita)
del ventricolo sinistro viene indirizzato, attraverso il difetto settale interventricolare,
verso l'arteria aorta con l'utilizzo di un patch (toppa) di materiale sintetico (dacron).

In questi interventi la mortalità precoce arriva al 15% e la sopravvivenza a
trent'anni è del 75% circa.

Possiamo quindi sostenere che oggi la trasposizione delle grandi arterie può
essere trattata chirurgicamente con bassa mortalità precoce e alta sopravvivenza
a lungo termine.
La diagnosi in epoca fetale permette di avere una morbilità e una mortalità più
bassa.

Potete anche leggere la prima e la seconda parte della trasposizione delle grandi
arterie ai seguenti link :

http://www.infocardiovet.com/2013/06/trasposizione-delle-grandi-arterie-nel.html
http://www.infocardiovet.com/2013/12/la-trasposizione-completa-delle-grandi.html