Il secondo tono cardiaco (S2) si presenta di durata e intensità inferiore e con
frequenza più alta rispetto al primo tono ed è formato da due componenti, aortica
(A2) e polmonare (P2), che corrispondono alla chiusura delle valvole semilunari
alla fine della sistole.
Normalmente la valvola aortica si chiude prima della polmonare, ma
temporalmente così vicino, per cui il nostro orecchio percepisce un
unico suono.
Il secondo tono è aumentato di intensità nell'ipertensione polmonare (filariosi,
sindrome di Eisenmenger, cuore polmonare).
Può essere assente per incompleto riempimento dei ventricoli o con pressione
insufficiente ad aprire le valvole.
Lo sdoppiamento del secondo tono può essere fisiologico nei cani di grossa
taglia per un ritardo della chiusura della valvola polmonare in inspirazione in
quanto è prolungata la fase di eiezione (espulsione del sangue) del ventricolo
destro.
Lo sdoppiamento è presente in condizioni patologiche sempre per un
ritardo nella chiusura della valvola polmonare nell'ipertensione polmonare,
nel blocco di branca destro (ritardo nella conduzione dell'impulso elettrico del
cuore), nei difetti del setto atriale e ventricolare, in presenza di complessi
ventricolari prematuri, di stenosi polmonare, con cardiostimolazione elettrica
(pacemaker).
Può essere sdoppiato per prematura chiusura della valvola aortica nella
stenosi e nell'insufficienza mitralica.
Lo sdoppiamento fisso, non dipendente dalle fasi respiratorie, è presente
nel difetto del setto atriale.
Lo sdoppiamento paradosso si manifesta quando la valvola aortica si
chiude dopo la polmonare in presenza di grave ipertensione sistemica,
stenosi subaortica, blocco di branca sinistro, insufficienza del ventricolo
sinistro.
giovedì 31 gennaio 2013
domenica 27 gennaio 2013
Il versamento pericardico idiopatico del cane - prima parte
Il versamento pericardico idiopatico (cioè da causa sconosciuta) del cane
è una raccolta di liquido nel sacco pericardico che riguarda per lo più cani
di grossa taglia.
Le razze più interessate sono il San Bernardo, il Pastore dei Pirenei, l'Alano,
il Pastore Tedesco, il Golden Retriever e la maggior parte dei soggetti sono
maschi.
Il versamento pericardico idiopatico è la malattia che, dopo le patologie tumorali,
più frequentemente provoca il tamponamento cardiaco, una situazione nella
quale il cuore è compresso dal versamento e tende a riempirsi di meno causando
una diminuzione della gittata sistolica (quantità di sangue espulso ad ogni battito)
e della portata cardiaca (quantità di sangue espulso dal cuore in un minuto).
La causa del versamento non è stata ancora chiarita sebbene si pensi che possa
essere legata ad un processo infiammatorio.
Sono state anche proposte cause immunomediate (sistema immunitario) o da
virus ma non ci sono fondate prove a sostegno di queste ipotesi.
I sintomi dipendono dalla velocità con cui si forma il liquido intrapericardico
e quindi dall'aumento delle pressioni nello spazio pericardico.
In genere in questa malattia l'accumulo del liquido è lento per cui prevalgono i
sintomi del versamento pericardico cronico come anoressia, letargia, debolezza,
intolleranza all'esercizio.
Al momento della visita clinica l'animale può mostrare i sintomi dell'insufficienza
cardiaca congestizia destra con presenza di ascite (raccolta di liquido in addome)
e/o versamento pleurico.
All'ascoltazione del cuore i toni cardiaci sono attutiti per l'interposizione del
liquido tra la parete toracica ed il cuore.
Il polso si presenta debole per l'ipotensione e la diminuita gittata sistolica e
può essere anche paradosso.
Il polso paradosso è la diminuzione maggiore di 10 mmHg della pressione
sistolica (la massima) durante l'inspirazione.
è una raccolta di liquido nel sacco pericardico che riguarda per lo più cani
di grossa taglia.
Le razze più interessate sono il San Bernardo, il Pastore dei Pirenei, l'Alano,
il Pastore Tedesco, il Golden Retriever e la maggior parte dei soggetti sono
maschi.
Il versamento pericardico idiopatico è la malattia che, dopo le patologie tumorali,
più frequentemente provoca il tamponamento cardiaco, una situazione nella
quale il cuore è compresso dal versamento e tende a riempirsi di meno causando
una diminuzione della gittata sistolica (quantità di sangue espulso ad ogni battito)
e della portata cardiaca (quantità di sangue espulso dal cuore in un minuto).
La causa del versamento non è stata ancora chiarita sebbene si pensi che possa
essere legata ad un processo infiammatorio.
Sono state anche proposte cause immunomediate (sistema immunitario) o da
virus ma non ci sono fondate prove a sostegno di queste ipotesi.
I sintomi dipendono dalla velocità con cui si forma il liquido intrapericardico
e quindi dall'aumento delle pressioni nello spazio pericardico.
In genere in questa malattia l'accumulo del liquido è lento per cui prevalgono i
sintomi del versamento pericardico cronico come anoressia, letargia, debolezza,
intolleranza all'esercizio.
Al momento della visita clinica l'animale può mostrare i sintomi dell'insufficienza
cardiaca congestizia destra con presenza di ascite (raccolta di liquido in addome)
e/o versamento pleurico.
All'ascoltazione del cuore i toni cardiaci sono attutiti per l'interposizione del
liquido tra la parete toracica ed il cuore.
Il polso si presenta debole per l'ipotensione e la diminuita gittata sistolica e
può essere anche paradosso.
Il polso paradosso è la diminuzione maggiore di 10 mmHg della pressione
sistolica (la massima) durante l'inspirazione.
giovedì 24 gennaio 2013
Utilizzo del diltiazem nel cane e nel gatto
Il diltiazem è un farmaco che viene utilizzato spesso nella terapia cardiologica
del cane e del gatto.
Appartiene alla classe quarta dei farmaci antiaritmici, quella dei calcio
antagonisti (detti anche calcio bloccanti) perchè impediscono
l'entrata del calcio nelle cellule cardiache con diminuzione della sua
concentrazione all'interno della cellula.
Pertanto il diltiazem determina :
- diminuzione della frequenza cardiaca per azione sia sul nodo del seno
(dove si genera l'impulso elettrico che provoca la contrazione del cuore)
sia sul nodo atrio-ventricolare che regola il passaggio dell'impulso
elettrico dagli atri ai ventricoli.
- effetto lusitropo positivo che determina il rilassamento del muscolo
cardiaco
- effetto inotropo negativo con diminuzione della contrattilità cardiaca
anche se in misura minore rispetto ad un altro calcio bloccante, il
verapamil, e ad altri farmaci antiaritmici
- vasodilatazione arteriosa periferica che può compensare, almeno in
parte, l'effetto inotropo negativo, per cui la portata cardica (volume di
sangue espulso dal cuore in un minuto) non viene in genere influenzata
negli animali senza insufficienza cardiaca
Il diltiazem viene quindi somministrato :
- per il trattamento di aritmie sopraventricolari
- nella fibrillazione atriale per diminuire la frequenza ventricolare, da
solo o assieme alla digossina negli animali con insufficienza cardiaca
- nella cardiomiopatia ipertrofica (HCM) del gatto per i suoi effetti
positivi sul rilassamento del muscolo cardiaco, per la riduzione del
movimento sistolico anteriore della valvola mitrale (sebbene in questo
caso i beta-bloccanti siano più efficaci), per la vasodilatazione dei vasi
coronarici e la diminuzione del consumo di ossigeno da parte del
cuore
Gli effetti collaterali del diltiazem comprendono anoressia, depressione,
letargia, bradicardia, blocco atrio-ventricolare e ipotensione.
ll diltiazem non dovrebbe essere utilizzato nelle bradicardie, nei blocchi
della conduzione atrio-ventricolare e nelle malattie accompagnate da
insufficienza miocardica.
Deve essere prestata una particolare attenzione quando viene utilizzato
assieme ad altri farmaci inotropi negativi o ipotensivi.
del cane e del gatto.
Appartiene alla classe quarta dei farmaci antiaritmici, quella dei calcio
antagonisti (detti anche calcio bloccanti) perchè impediscono
l'entrata del calcio nelle cellule cardiache con diminuzione della sua
concentrazione all'interno della cellula.
Pertanto il diltiazem determina :
- diminuzione della frequenza cardiaca per azione sia sul nodo del seno
(dove si genera l'impulso elettrico che provoca la contrazione del cuore)
sia sul nodo atrio-ventricolare che regola il passaggio dell'impulso
elettrico dagli atri ai ventricoli.
- effetto lusitropo positivo che determina il rilassamento del muscolo
cardiaco
- effetto inotropo negativo con diminuzione della contrattilità cardiaca
anche se in misura minore rispetto ad un altro calcio bloccante, il
verapamil, e ad altri farmaci antiaritmici
- vasodilatazione arteriosa periferica che può compensare, almeno in
parte, l'effetto inotropo negativo, per cui la portata cardica (volume di
sangue espulso dal cuore in un minuto) non viene in genere influenzata
negli animali senza insufficienza cardiaca
Il diltiazem viene quindi somministrato :
- per il trattamento di aritmie sopraventricolari
- nella fibrillazione atriale per diminuire la frequenza ventricolare, da
solo o assieme alla digossina negli animali con insufficienza cardiaca
- nella cardiomiopatia ipertrofica (HCM) del gatto per i suoi effetti
positivi sul rilassamento del muscolo cardiaco, per la riduzione del
movimento sistolico anteriore della valvola mitrale (sebbene in questo
caso i beta-bloccanti siano più efficaci), per la vasodilatazione dei vasi
coronarici e la diminuzione del consumo di ossigeno da parte del
cuore
Gli effetti collaterali del diltiazem comprendono anoressia, depressione,
letargia, bradicardia, blocco atrio-ventricolare e ipotensione.
ll diltiazem non dovrebbe essere utilizzato nelle bradicardie, nei blocchi
della conduzione atrio-ventricolare e nelle malattie accompagnate da
insufficienza miocardica.
Deve essere prestata una particolare attenzione quando viene utilizzato
assieme ad altri farmaci inotropi negativi o ipotensivi.
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