mercoledì 13 marzo 2013

La filariosi nel gatto - terza parte

Nella filariosi del gatto l'elettrocardiogramma è poco utile per la diagnosi
perché solo qualche volta mostra segni di ingrandimento del ventricolo destro
e deviazione  a destra dell'asse del cuore che però non sono specifici per la
malattia. Inoltre raramente si rilevano aritmie.

La radiografia toracica fornisce indicazioni più utili in quanto le alterazioni
sono presenti in circa metà dei soggetti con filariosi ma la loro assenza
non esclude la malattia.
Le modificazioni possono essere a carico delle arterie polmonari o del
parenchima polmonare mentre non si nota generalmente dilatazione del
cuore o segni di insufficienza cardiaca.

A livello del parenchima polmonare si possono notare addensamenti
(aree del polmone biancastre per diminuzione o assenza dell'aria normalmente
presente) sia a livello dell'interstizio polmonare (spazio compreso tra i bronchi
e gli alveoli) sia a livello degli alveoli, causati da un'infiammazione per la presenza
dei parassiti o da fenomeni tromboembolici in conseguenza della loro morte.

Qualche volta è stato anche osservato pneumotorace (presenza di aria o
gas nella cavità pleurica) e atelettasia (mancata espansione di una zona del
polmone per assenza di aria negli alveoli), raramente versamento pleurico
per chilotorace (presenza della linfa nella cavità pleurica).

Le arterie polmonari, specialmente le lobari caudali (posteriori) visibili nelle
proiezioni dorso-ventrali o ventro-dorsali, possono presentarsi dilatate e alle
volte tortuose e con improvvise interruzioni

L'ecocardiografia può mostrare alle volte dilatazione del ventricolo destro o
dell'arteria polmonare principale ed è diagnostica quando vengono rilevate le
filarie adulte (visibili come due corte linee biancastre parallele)  nel ventricolo
destro, atrio destro, arteria polmonare principale e qualche volta vene cave.

L'angiografia non selettiva con immissione del mezzo di contrasto nelle vene
giugulari (quando le condizioni del gatto lo permettono), può essere utile per
visualizzare le arterie polmonari dilatate e tortuose e per evidenziare i parassiti
che si presentano come difetti di riempimento del mezzo di contrasto.






giovedì 7 marzo 2013

La sindrome di Eisenmenger - seconda parte

Nella sindrome di Eisenmenger l'esame elettrocardiografico può rilevare
segni di ingrandimento del ventricolo destro che però non sono specifici
della malattia.

La radiografia toracica mostra un cuore di dimensioni normali o aumentate.
I polmoni possono presentare una diminuzione del calibro dei vasi, segno
di diminuzione della perfusione, mentre l'arteria polmonare principale e le
arterie lobari craniali (anteriori) possono essere dilatate.

L'ecografia permette in genere la diagnosi di sindrome di E. in quanto viene
visualizzata la comunicazione tra atrio destro e sinistro (difetto del setto atriale),
tra ventricolo destro e sinistro (difetto del setto interventricolare) e tra aorta e
arteria polmonare principale (dotto arterioso pervio).
Con il color Doppler o ecografia con contrasto viene evidenziato il flusso di
sangue anomalo (shunt destro-sinistro).

La terapia della sindrome di Eisenmenger può essere medica o chirurgica.

La terapia medica si avvale dell'utilizzo del salasso o di un farmaco,
l'idrossiurea, per ridurre la policitemia (aumento dei globuli rossi).
L'utilizzo del sildenafil, per contrastare l'ipertensione polmonare nel cane, 
sembra essere promettente.

Nell'uomo, già da tempo, sono impiegati  il sildenafil, la prostaciclina e i suoi
derivati e il bosentan per la terapia dell'ipertensione polmonare.
Questi farmaci, da soli o in associazione, hanno determinato un miglioramento
clinico e circolatorio in pazienti con sindrome di Eisenmenger.

La terapia chirurgica o interventistica per la chiusura del difetto congenito
può essere effettuata quando l'ipertensione polmonare non si è ancora
manifestata o non ha portato alla comparsa dello shunt destro-sinistro.

La terapia interventistica è una metodica invasiva che può trattare alcune
patologie del cuore e dei vasi.
Una metodica invasiva richiede l'entrata di uno strumento medico nel corpo.

Con presenza di lesioni vascolari permanenti ai vasi polmonari e ipertensione
polmonare, la chiusura è controindicata.
In questi casi, in medicina umana, si effettua il trapianto del polmone o del
cuore e polmone.






venerdì 1 marzo 2013

Cardiomiopatia ipertrofica del gatto (felina) - sesta parte

Con ecocardiografia si ottiene la diagnosi di cardiomiopatia ipertrofica
 in quando ci permette di poterla distinguere dalle altre cardiomiopatie.

Con l'ecocardiografia possiamo rilevare :

- la presenza dell'ipertrofia (ispessimento) delle pareti dei ventricoli e/o
  del setto intervetricolare
- la funzione sistolica e diastolica (se il cuore si rilassa, si riempie, si
  contrae ed espelle sangue normalmente o se c'è qualche alterazione)
- la dilatazione più o meno accentuata degli atri
- la presenza o meno dell'ostruzione del tratto di efflusso (di uscita) del
  ventricolo sinistro
- trombi o di ecocontrasto spontaneo specialmente nell'atrio sinistro
- valutare le altre strutture cardiache

Ipertrofia del cuore, in particolare del ventricolo sinistro

La cardiomiopatia ipertrofica è caratterizzata dall'ispessimento del setto
interventricolare e/o delle pareti dei ventricoli, specialmente di quello
sinistro.
Con l'ecocardiografia si rileva se l'ipertrofia è distribuita in modo omogeneo
o se interessa solo delle parti del setto o della parete.

Pertanto l'ipertrofia può essere classificata come :

- simmetrica quando interessa sia il setto sia la parete del ventricolo
- asimmetrica quando interessa solamente il setto o la parete
- segmentaria quando comprende uno o più tratti non contigui della
   parete o del setto

L'esame deve essere effettuato con scansioni multiple del ventricolo
dalla base all'apice per evitare di incorrere in errori nella stima dell'ipertrofia.

Con la sua misurazione possiamo confermare la presenza di HCM in
gatti con spessori della parete del ventricolo sinistro o del setto maggiori
di 6 mm. in telediastole (alla fine della diastole), devono essere ricontrollati
quelli con spessori tra 5.5 mm. e 6 mm e si esclude la malattia in soggetti
con spessori inferiori a 5.5 mm.

Anche a carico del ventricolo destro può essere riscontrata una lieve
ipertrofia della parete e una modica o moderata ipertrofia del suo tratto
di efflusso (uscita).

Per emettere diagnosi di HCM, l'ipertrofia non deve essere secondaria a
malattie come l'ipertiroidismo, l'ipertensione, l'acromegalia o la stenosi aortica.

Si può anche constatare la riduzione più o meno evidente della camera del
ventricolo sinistro e alterazioni del movimento del setto o della parete per
fenomeni di ischemia (ridotto apporto di sangue) o fibrosi.

Dilatazione dell'atrio sinistro

L'atrio sinistro può essere dilatato anche in maniera considerevole.
Si possono rilevare al suo interno trombi o ristagno di sangue (smoke o
ecocontrasto spontaneo) che potrebbe trasformarsi in un trombo.
Anche l'atrio destro può essere dilatato.

Identificazione delle anomalie a carico della valvola mitrale

Si può osservare il SAM (systolic anterior movement), movimento del
lembo anteriore della valvola verso il setto interventricolare che si manifesta
durante la sistole e che determina ostruzione al flusso del sangue.
Il SAM, inoltre, produce la mancata chiusura della valvola e lo sviluppo di
insufficienza mitralica.
Possono essere presenti anche anomalie a carico delle strutture della valvola
(lembi, corde tendinee).