giovedì 16 gennaio 2014

La mexiletina nella cardiologia del cane e del gatto - seconda parte

Nel cane la mexiletina è ben assorbita nel tratto gastrointestinale e la sua
somministrazione a stomaco pieno riduce gli effetti collaterali (specialmente
la nausea).
La biodisponibilità della mexiletina è intorno all'85%.

La biodisponibilità è la percentuale di un farmaco che arriva al sangue
senza subire trasformazioni. Quello con biodisponibilità maggiore raggiunge
l'organo, su cui deve agire, in quantità maggiore.
La mexiletina è ampiamente metabolizzata nel fegato ed eliminata con le
feci e le urine.
La metabolizzazione di un farmaco è la sua trasformazione, ad opera di
enzimi, in altre molecole (attive o non attive) che sono in seguito eliminate
con le urine, con le feci o con altre secrezioni (es. sudore, saliva).
La metabolizzazione avviene soprattutto nel fegato ma anche nei polmoni,
nei reni, nell'intestino.

La mexiletina viene utilizzata per via orale nella terapia cronica delle 
tachiaritmie ventricolari come :
- nella tachicardia ventricolare ereditaria del pastore tedesco da sola o con
  il sotalolo
- nella cardiomiopatia dilatativa specialmente nel dobermann
- nella malattia aritmogena del ventricolo destro assieme al sotalolo o
  all'atenololo
- per la possibile prevenzione della morte improvvisa in quanto alza la soglia
  della fibrillazione ventricolare

Gli effetti collaterali più comuni sono nausea, vomito, depressione e a
dosaggi elevati atassia, convulsioni e diminuzione della contrattilità cardiaca.
I sintomi avversi possono essere ridotti con la diminuzione del dosaggio e
questo anche in caso di disfunzione epatica.

La mexiletina è più costosa della chinidina o della procainamide (farmaci
di classe I ) ma ha minori effetti collaterali e minore azione proaritmica.

La proaritmia di un farmaco è la sua tendenza a generare aritmie o
a modificare o aggravare quelle già presenti.

Il dosaggio nel cane è 5-10 mg/Kg ogni 8 ore con concentrazione terapeutica
raggiunta dopo tre somministrazioni.

Nell'uomo la mexiletina, somministrata per via endovenosa, non ha mostrato
vantaggi rispetto alla lidocaina e con effetti collaterali maggiori rispetto alla
terapia per via orale.







domenica 12 gennaio 2014

Lo scompenso cardiaco (insufficienza cardiaca) nel cane e nel gatto - prima parte

Nel cane e nel gatto lo scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca 
(heart failure in inglese) è una delle principali cause di morte.
Possiamo definire lo scompenso cardiaco come un'anomalia della funzione 
cardiaca che è responsabile dell'incapacità  del cuore a pompare sangue  
in quantità sufficiente alle richieste dei tessuti.

Nel cane e nel gatto l'insufficienza cardiaca porta a due importanti 
conseguenze negative :

1) diminuzione della sopravvivenza 
2) peggioramento della qualità della vita


Nel corso degli anni sono state presentate diverse classificazioni dello scompenso.

In medicina umana nel 1964 è stata proposta dall' NYHA (New York Heart 
Association) una sua suddivisione in quattro classi basata sulle capacità
funzionali e sulla tolleranza all'esercizio dei soggetti (classificazione clinica) :

Classe I      una normale attività fisica non provoca fatica o senso di affanno

Classe II     a riposo non sono presenti sintomi ma l'esercizio provoca fatica e
                   anche la comparsa di palpitazioni

Classe III    a riposo non sono presenti sintomi che però compaiono anche con
                   modica attività fisica

Classe IV    l'attività fisica è molto limitata con comparsa di sintomi anche a
                   riposo

Questa classificazione richiede la partecipazione attiva del soggetto che deve
riferire la presenza o meno di sintomi e la loro intensità. Pertanto questo tipo
di schema è stato più volte modificato per utilizzarlo in medicina veterinaria.

Nel 1994 è stata proposta dall' ISACHC (International Small Animal 
Cardiac Health) una classificazione (tre classi più due sottoclassi) che
deriva da quella NYHA ed è applicabile allo scompenso del cane e del gatto.

Classe I -   L' animale è asintomatico ma sono rilevabili i segni della malattia
                  cardiaca
                  I A - segni di malattia cardiaca senza modificazioni compensatorie
                          (rimodellamento)
                  I B - segni di malattia cardiaca con presenza di rimodellamento

Classe II -  paziente sintomatico con insufficienza cardiaca lieve o moderata
                  e sintomi che compaiono con l'esercizio o sotto stress.

Classe III - paziente con insufficienza cardiaca grave con soggetto che presenta
                  sintomi anche a riposo
                  III A - malattia grave che può essere curata a domicilio
                  III B - malattia grave che richiede l'ospedalizzazione dell'animale

Il rimodellamento è il processo di adattamento del cuore a condizioni di
malattia attraverso cambiamenti della struttura, della geometria, della massa
e della funzione cardiaca.

Potete anche leggere la seconda parte dello scompenso cardiaco cliccando
sul link sottostante :
http://www.infocardiovet.com/2014/03/lo-scompenso-cardiaco-nel-cane-e-nel.html





lunedì 6 gennaio 2014

La persistenza dell'arco aortico destro nel cane e nel gatto - prima parte

La persistenza dell'arco aortico destro con legamento arterioso sinistro è
di gran lunga la patologia degli anelli vascolari dove più frequentemente
compaiono sintomi clinici.
Gli anelli vascolari sono dati da anomalie dei grossi vasi e dei loro rami e
possono causare compressione dell'esofago e della trachea.

Nel cane e nel gatto gli anelli vascolari si riscontrano, oltre al già citato arco
aortico destro con legamento arterioso sinistro, con :
- arco aortico destro con legamento arterioso sinistro e arteria
  succlavia sinistra anomala
- arco aortico destro con arteria succlavia sinistra anomala
- doppio arco aortico
- normale arco aortico sinistro con legamento arterioso destro
- normale arco aortico sinistro con legamento arterioso destro e
  arteria succlavia destra anomala
- normale arco aortico sinistro con arteria succlavia destra anomala

L'arco aortico di destra si forma dal quarto arco aortico embrionale destro
mentre in condizioni normali  l'arco aortico deriva dal quarto arco aortico
embrionale di sinistra.
La presenza dell'arco aortico a destra, del legamento arterioso dorsalmente
(sopra) e a sinistra, dell'arteria polmonare a sinistra e della base del cuore
ventralmente (sotto), determina la compressione dell'esofago.
In circa il 12% dei soggetti al posto del legamento arterioso è presente ancora
il dotto arterioso pervio (aperto).
Il dotto arterioso collega, durante la vita fetale, l'aorta con l'arteria polmonare
principale e si chiude alla nascita trasformandosi in legamento arterioso.
Quando questo non avviene, siamo in presenza della patologia del dotto
arterioso pervio che nel cane rappresenta una delle tre patologie cardiovascolari
congenite più frequenti.

Nel cane le razze più interessate dalla patologia dell' arco aortico destro
persistente sono il pastore tedesco ed il setter irlandese ma viene segnalata
con una certa frequenza anche nel boxer, nel boston terrier e nell'alano.
La maggior parte dei cani in cui è presente è di taglia medio-grande.

Nel gatto questa malattia si riscontra raramente e sembra più frequente
nei persiani e nei siamesi.
Non sembra esserci predisposizione di sesso.