lunedì 18 marzo 2013

La fibrillazione atriale nel cane e nel gatto - prima parte

La fibrillazione atriale è un'aritmia che è spesso rilevata nel cane e nel gatto
e la più frequente nei cani di grossa taglia.

Può essere definita come un'aritmia caratterizzata da una attivazione elettrica
irregolare dell'atrio con attivazione elettrica variabile del ventricolo.

Si pensa che la fibrillazione atriale possa originare da :

1) uno o più focolai dell'atrio che lo attivano in modo non coordinato per un
    fenomeno di esaltato automatismo anormale  
2) formazione negli atri di un singolo circuito di rientro o di numerosi circuiti
    di dimensioni e con velocità di conduzione variabili

Nel rientro lo stimolo elettrico non si esaurisce, come avviene normalmente
dopo l'attivazione cardiaca completa, ma rimane in qualche parte del miocardio
dove continua a essere condotto lungo un circuito isolato dal resto del cuore
e quindi riattiva il miocardio alla fine del periodo refrattario.
Il periodo refrattario è quella frazione di tempo durante la quale il cuore non
risponde a stimoli esterni.
L'esaltato automatismo anormale avviene quando la formazione dello stimolo
elettrico non  parte dal nodo del seno, come in condizioni normali, ma da un altro
punto del cuore.

Il mantenimento della fibrillazione atriale sembra sia dato principalmente da:

1) dal periodo refrattario del miocardio atriale

2) dalla velocità dell'impulso elettrico nel cuore

3) dalla massa dell'atrio e dalle modificazioni anatomiche (es. presenza di
    tessuto fibroso o adiposo al posto di quello cardiaco normale)
    Più la massa dell'atrio è grande e più facile è la comparsa della fibrillazione
    atriale.

Altri fattori sono ritenuti responsabili del matenimento della fibrillazine atriale tra
cui l'infiammazione e l'azione del sistema parasimpatico e simpatico. 

La fibrillazione atriale può essere classificata come .

1) primaria quando non sono presenti malattie sottostanti come in alcune razze
    canine di taglia gigante e anche nell'uomo

2) secondaria a malattie cardiache o a patologie che possono dare ripercussioni
     sul cuore come la dilatazione-torsione dello stomaco o disturbi degli elettroliti
     del sangue, in particolare l'iperkaliemia (potassio elevato nel sangue).

Le malattie cardiache che più frequentemente provocano la fibrillazione atriale
sono le cardiomiopatie (es. cardiomiopatia dilatativa del cane, cardiomiopatia
dilatativa, ipertrofica e restrittiva del gatto ), l'endocardiosi mitralica del cane
e le malattie congenite.

La fibrillazione atriale può anche essere classificata come :

1) parossistica quando dura meno di sette giorni

2) persistente  quando dura più di sette giorni ed è possibile effettuare la
    cardioversione (ristabilire il ritmo normale del cuore) sia con farmaci
    sia con terapia elettrica

3) permanente quando non è possibile effettuare la cardioversione come
    avviene negli animali con grave dilatazione atriale